Borgo Pace, un paese di relax e insolite bellezze

Sono due le considerazioni cui, probabilmente, giungerà il forestiero appena i suoi piedi si troveranno a calpestare il selciato della piccola Piazza del Pino di Borgo Pace.

La prima, di certo, vorrebbe legare il nome dell’abitato all’amenità dei luoghi in cui sorge. Un’associazione quasi ovvia, viste la tranquillità che da queste parti regna sovrana e la gran quantità di verde che sembra assediare il paese.

La seconda, suggerita dalle moderne abitazioni che popolano il borgo, sarà quella d’esser capitato in un posto per qualche ragione edificato di recente, un posto privo di storia.

Purtroppo (o per fortuna) per il visitatore ambedue le impressioni ottenute di primo acchito non potrebbero essere più lontane dal vero. E l’odioso compito della correzione spetta a Tito Livio, il quale nei suoi Annali del 27 a.C ci racconta che qui si incontrarono i generali romani Ottaviano Augusto, Marco Antonio ed Emilio Lepido per stipulare quella pace che in seguito portò alla storica alleanza e al Secondo Triumvirato.

Una storia millenaria, dunque. E un nome, quello di Borgo Pace, dettato non dalla rigogliosa natura del luogo, piuttosto da uomini riuniti attorno a un fatto.

Ma che ne è allora di tutta questa antichità?

Buona parte del passato dell’abitato (così come delle sue case e dei suoi archivi) è andato perduto negli scontri della seconda guerra mondiale. Quel poco che i per nulla cortesi scambi di vedute tra gli alleati e i loro nemici avevano lasciato in piedi è andato poi distrutto dalle truppe tedesche in ritirata lungo la Linea Gotica.

Nonostante l’orrore che è stata costretta a subire, la cittadina marchigiana rimane però un luogo bellissimo. Forse uno dei più affascinanti dell’intera Regione. E ora ti mostro il perché.

Una delle vie più antiche del Comune di Borgo Pace

Una delle vie più antiche del Comune di Borgo Pace

Cosa vedere a Borgo Pace

Ad eccezione dello sparuto gruppo di costruzioni in pietra che ancora rimane a testimoniare lo ieri del minuto centro, tutto in paese pare esser cresciuto in una notte, ogni cosa sembra essere saldamente ancorata al presente.

Anche la Chiesa di Santa Maria Nuova, ricostruita dopo il conflitto, presenta esternamente linee dal gusto contemporaneo. Giusto all’interno c’è qualche traccia di passato, un’idea di antichità resa piuttosto bene dal quattrocentesco dipinto che ritrae una Vergine con Bambino di scuola umbra. Da notare, entro l’edificio Sacro, anche le opere in maiolica di Federico Melis che riproducono scene della Via Crucis e il gruppo statuario raffigurante una Madonna con Bambino (maiolica policroma cinquecentesca  di Casteldurante) custodito nell’abside.

A poca distanza dalla chiesa, una stradicciola conduce agilmente ad un posticino piuttosto affascinante, per certi versi romantico. E’ il luogo dove le acque dei torrenti Meta e Auro prima si accarezzano e poi, come dita d’amanti, s’intrecciano fino a divenire una cosa sola. E donano la vita al glorioso fiume Metauro, fiume che dà nome all’epica BATTAGLIA TRA ROMA E CARTAGINE di cui fu scenario.

A margine della cittadina vi è poi un bel campo da golf che, oltre a regalare divertenti momenti ai giocatori, ne coccolano pure i familiari per mezzo della bella piscina e del bar-ristorante.

Ecco, Borgo Pace finisce qua. Troppo poco per spiegare il gran fiorire di strutture ricettive nella zona, vero? Troppo poco pure per fornire una convincente motivazione alle numerose associazioni sportive che scelgono questo minuto Comune per i loro ritiri precampionato.

E, in effetti, se la lista dei luoghi d’interesse propri del Capoluogo Comunale è breve, pressoché sterminata è quella che elenca le meraviglie offerte dal territorio nel suo complesso.

Lì, dove i torrenti Meta e Auro s'incontrano

Lì, dove i torrenti Meta e Auro s’incontrano

Una campagna disseminata di tesori

Il fatto è che il paese non viene scelto dai turisti per via della sua bellezza o dell’aria buona, piuttosto è usato come punto di partenza per andare alla scoperta dei numerosi luoghi d’incanto che le gravitano attorno come pianeti alla loro stella. Effettivamente, tra i tanti villaggi della zona, Borgo Pace è l’unico strutturato quel tanto che basta da offrire un soddisfacente numero di servizi al visitatore.

Ad ogni modo, dal moderno abitato ogni turista potrà facilmente raggiungere la sua passione:

  • L’amante del trekking potrà infilarsi in breve tempo in uno degli splendidi sentieri che solcano l’Alpe della Luna.
  • Il ciclista troverà a far da sfondo alle sue pedalate un paesaggio che pare una porzione di Paradiso incollata sulla terra.
  • Il territorio non è parco di sorprese neppure per il fotografo e per il pittore, ricco com’è di angolini unici, angolini dai colori e dalle atmosfere che ad ogni stagione cambiano.
  • All’appassionato di storia sarà concesso di posare gli occhi, oltre che su una millenaria abbazia, anche sull’infinità di borghetti e strutture difensive ancora presenti nella zona.
  • Il più contento di tutti sarà però colui che è capitato a Borgo Pace in cerca di antiche usanze. Da queste parti la tradizione non è un ricordo da celebrare a date stabilite, ma un ingrediente fondamentale della vita di tutti i giorni.
La possente torre difensiva incombe sulla Villa di Parchiule

La possente torre difensiva incombe sulla Villa di Parchiule

Tutta la meraviglia della Valle dell’Auro

Lasciata Borgo Pace alle spalle e imboccata la via che conduce a Parchiule, il visitatore non tarderà ad imbattersi nel villaggio di Sant’Andrea. Poche case appena, eppure qualcosa suggerisce di prestare attenzione: queste abitazioni, con le loro pietre a vista, sono un dono arrivato intatto ai giorni nostri dal medioevo. A vegliare sul minuto borghetto rurale, dall’alto del Monte Felcino, una torre di guardia raggiungibile per mezzo di un sentiero che fende la boscaglia.

Proseguendo l’insolito itinerario, pochi metri saranno sufficienti perché un passato ancora vivissimo ai giorni nostri faccia capolino: è una delle numerose carbonaie disseminate per il territorio. Qui la carbonella si fa ancora artigianalmente, come una volta. Ed è un vero spettacolo, specie nei mesi di maggio e giugno, vedere questi uomini alle prese con un antichissimo mestiere.

Poco più avanti, sulla strada, occorre svoltare a destra per raggiungere lo storico Castello dei Fabbri. E’ un luogo in rovina, eppure -come in pochi altri posti- qui è forte il sussurro di uno ieri piuttosto remoto. Da queste parti i tetti delle abitazioni sono ancora coperti di strati d’arenaria come nel più profondo medioevo. Poco resta della rocca e della chiesetta intitolata a San Bartolomeo (il luogo di culto, ci informa Daniele Sacco nel libro La Provincia dei Centoborghi, conserva tutt’ora un pregevole affresco del ‘300, purtroppo destinato a finir male). Ma nella mia ultima visita ho notato un via vai di automobili con targa straniera… speriamo che la vita a Castel dei Fabbri torni a scorrere e le sue meraviglie vengano salvate dall’indegno destino.

Qualche chilometro ancora e si arriva a Figgiano. Il pezzo forte del luogo se ne sta appena fuori l’abitato: è la Chiesa di San Leone, recentemente restaurata. A dirci della sua importanza e della sua storicità è il portale gotico (rimane sul lato opposto alla strada) sovrastato dal campanile a vela. All’interno dell’edificio, un affresco trecentesco racconta la Crocifissione.

Salendo ancora si giunge presso l’Oratorio della Colubraia, luogo dove ogni estate si festeggia la Madonna della Neve. Celebrazione, questa, a memoria di una incredibile nevicata che imbiancò buona parte della Provincia di Pesaro e Urbino in un vecchio agosto.

Chiesa di San Leone (a Figgiano) col suo bel portale gotico

Chiesa di San Leone (a Figgiano) col suo bel portale gotico

Verso Parchiule di Borgo Pace

Tornato sulla via principale, il forestiero non potrà non notare la serie di cartelli in legno che la bordano. Sono suggerimenti, invitanti soprattutto l’estate, da cogliere al volo. Questi indicano infatti le gorghe pazientemente modellate dall’Auro a partire dalla notte dei tempi. Sono luoghi magici, splendidi, impressionanti al punto da svalutare in un solo colpo d’occhio il lavoro dei migliori scenografi che il cinema abbia mai avuto. Angolini, questi, che paiono messi lì apposta dal Creatore per dirci che l’uomo è nato libero, e che ogni vita può essere meglio d’un opera d’arte, se solo lo si vuole.

D’accordo, qualche tuffo ci sta, ma che non ci si lasci prendere troppo la mano. Il nostro viaggio per il territorio di Borgo Pace continua, altre meraviglie aspettano d’essere scoperte. E la prima si chiama Palazzo Mucci.

Palazzo Mucci è un borghetto piccolo piccolo e che pure venne scelto come alloggio – sia pur temporaneo – da Luciano Bonaparte, fratello del più celebre Napoleone. L’abitato conserva notevoli dimore signorili risalenti al tardo Rinascimento e una suggestiva chiesetta intitolata a San Floriano.

Parchiule se ne sta poco più avanti, appena a qualche minuto d’automobile. E’ un villaggio ancora vissuto che però mostra la sua antichità per mezzo dei conci d’arenaria che vanno a comporre le case, case che – come per Castel dei Fabbri – non di rado presentano una copertura a lastre di pietra. C’è poi, non distante, uno scatto da immortalare con gli occhi, prima ancora che con la macchina fotografica. Si tratta di uno scenario davvero gustoso, che vede fronteggiarsi due chiese, divise da un vispo corso d’acqua e messe in comunicazione da uno splendido ponticello.

Parchiule conta anche una delle cosiddette ‘ville’, abitati minori che sorgono fuori la rocca o, comunque, non lontano dal centro principale. Qui le abitazioni, che paiono uscite di fresco da un romanzo classico, sono protette dalla presenza di una vecchia e forte torre difensiva. Vorrai mica perdertela?

Una delle splendide gorghe nel territorio di Borgo Pace

Una delle splendide gorghe nel territorio di Borgo Pace

Da Borgo Pace a Lamoli: la valle del Meta

Molti sono i centauri che, specie nelle domeniche di primavera e d’estate, inforcano la Strada Statale di Bocca Trabaria. Questi cacciatori di curve e tornanti non sono semplicemente alla ricerca di una ‘pista’ che sappia esaltare le loro abilità di guida. Vogliono sì divertirsi, ma – almeno per i più intelligenti – spesso la moto non è che una scusa buona per passare una giornata all’insegna della bellezza e dei sapori genuini che il territorio e le sue osterie sanno offrire.

Abbandonato il capoluogo comunale, il primo borghetto che si incontra è Felcino. Si tratta d’una schiera di case che si conclude con la parrocchiale. Un nucleo abitativo, per la verità, nemmeno troppo curato. Ma il suo fascino forse sta proprio qui, nell’essere un abitato assolutamente sincero, dove le bestie gironzolano in tutta libertà e gli spazi all’aperto vengono utilizzati non per inondare lo sguardo del turista dei mille colori dei fiori, piuttosto come luogo utile al lavoro quotidiano.

C’è poi Sompiano, cinquecentesca frazione assolutamente caratteristica, che – con i suoi due edifici religiosi (Oratorio del Carmine e Chiesa di Santa Croce), il suo forno pubblico, il piccolo mulino e il torrente che attraversa gli ordinati giardini – sembra come arrivata ai giorni nostri da uno strepitoso dipinto d’altri tempi per l’effetto d’una magia.

Infine, Lamoli. Che merita un capitolo a parte.

Lamoli vista dall'Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo

Lamoli vista dall’Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo

Alla scoperta di Lamoli

Lamoli è l’abitato più sorprendente dell’intero Comune di Borgo Pace. Immerso in una natura incontaminata e nel paesaggio mozzafiato della Massa Trabaria, questo borgo medievale non si fa mancare nulla, men che meno la storia.

A dominare dall’alto il piccolo centro è la strepitosa Abbazia Benedettina di San Michele Arcangelo. Le sue linee sobrie e semplici, tipiche del romanico, donano al tutto un aspetto maestoso. L’interno, dove tenui fasci di luce penetrano con fatica dal rosone e dalle strette monofore laterali, si presenta estremamente raccolto e ben si presta alla meditazione. Da segnalare, anche la presenza di pregevoli affreschi.

Nel chiostro trova oggi ospitalità un museo piuttosto curioso, un museo dedicato all’arte della fabbricazione dei colori naturali e che richiama visitatori da ogni dove. Particolarmente interessante la parte dedicata alla lavorazione del guado, da queste parti una vera e propria tradizione.

Qualcosa più di una semplice occhiata, giù in paese, meritano anche il vecchio ponte in pietra sul torrente Meta e la Torre dell’Orologio.

L'Abbazia di Lamoli

L’Abbazia di Lamoli

Prodotti tipici del territorio di Borgo Pace

Concludo questa piccola guida a Borgo Pace con un’avvertenza: non puoi dire di aver compreso del tutto il senso di questo territorio se tra i tanti prodotti locali non ne hai assaggiati almeno due. Mi riferisco al pane allo zafferano e alla patata rossa di Sompiano (che viene servita in mille modi differenti, e –comunque – uno più gustoso dell’altro).

Scopri con Google Maps come arrivare a Borgo Pace

 

 

PS: scopri gli APPROFONDIMENTI SUI SINGOLI LUOGHI D’INTERESSE del territorio comunale già presenti sul blog con un semplice click! Se hai bisogno di informazioni inerenti la tua prossima visita a Borgo Pace ti consiglio di dare un’occhiata al SITO DEL COMUNE .

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