Frontino, cosa vedere dentro e fuori l’antico castello

Poco meno di trecento sono le anime che popolano il castello di Frontino. Ma se è vero che censire gli abitanti del borgo è una pratica da smaltire in un batter d’occhio, processo più complesso e laborioso è invece stilare una lista delle sue meraviglie.

Sì, Frontino è piccola, ma grande è la sua storia, così come grande è la bellezza racchiusa entro i suoi confini.

A riprova di questa tesi se ne sta, all’ingresso del paese, un simpatico cartelletto bianco e rosso posto appena sotto quello di benvenuto. Un pezzetto di lamiera insignificante per alcuni, ma esplicativo per chi è avvezzo al viaggio: indica semplicemente al forestiero che si trova al cospetto di uno tra I Borghi più belli d’Italia.

Basta? Non proprio, perché esattamente davanti il municipio sventola un’ennesima garanzia d’incanto: quella Bandiera arancione che i tipi del Tournig Club Italiano, con il loro fare parsimonioso, conferisco alla ristretta cerchia di piccoli comuni dell’entroterra capaci di distinguersi per qualità dell’offerta turistica, ambientale e ricettiva.

Prima di cominciare, ti ricordo che quella che stai per leggere non vuole che essere una guida generale al borgo e ai suoi dintorni. Puoi verificare quali approfondimenti sui singoli luoghi d’interesse di Frontino sono attualmente disponibili su ilfederico.com andando a QUESTA PAGINA.

Una veduta su Frontino

Una veduta su Frontino

Piccola guida a Frontino

Ancorata al suo sperone roccioso, Frontino è letteralmente immersa in uno scenario da favola. Dalle mura del castello, lo sguardo si posa prima sulla rigogliosa valle del tumultuoso torrente Mutino per poi perdersi in un gran fluttuare di colli e, infine, venire sbarrato in lontananza dalle alture più notevoli che si stagliano all’orizzonte: il vicino Carpegna da un lato, il Catria, il Nerone e i Sassi Simone e Simoncello dagli altri.

Ma non è solo il panorama incantevole, veduta comunque capace di rimette in pace col mondo anche l’anima meno sognatrice, a fare di questo piccolo abitato – che fu pezzo importantissimo della Massa Trabaria prima e del Montefeltro poi – un luogo del tutto fuori dall’ordinario. E’ vero, Madre Natura da queste parti ha pensato bene di rimboccarsi le maniche e misurarsi nel ruolo d’artista, ma certo neppure gli abitanti si sono lasciati troppo pregare per darle una mano nel realizzare questo piccolo angolo di paradiso. Piccolo angolo di paradiso che ora andremo a scoprire.

A spasso per il centro storico di Frontino

La prima cosa che colpisce il forestiero che si accinge a visitare il minuto abitato, soprattutto nelle giornate più terse d’estate e di primavera, è l’esplosione di colore che si propaga per l’intero paese. Sotto l’azzurro acceso del cielo, fiori di numerose specie e d’infinite tonalità risaltano sul grigio dei ciottoli rubati al Mutino che vanno a comporre strade e stradicciole, e ben si accostano al rossiccio del laterizio utilizzato nella realizzazione delle abitazioni, abitazioni dal sapore antico, accassate l’una sull’altra, che mostrano ancora pareti esterne scarpate come nella migliore tradizione architettonica medievale.

La Torri di Frontino

La Torre Civica di Frontino

La Torre Civica di Frontino

Dicevamo dei colori, e allora non possiamo che tirare in ballo la trecentesca Torre Civica, vero e proprio elemento caratterizzante della cittadina. Un simbolo locale, questo, mai uguale a se stesso. Nel corso delle stagioni, infatti, gli ordinati rampicanti che per intero la ricoprono prendono a virare lentamente ma inesorabilmente dal verde al rossastro, per poi mutare nuovamente sembianze e prendere le tinte dell’oro e dell’ambra nei mesi più prossimi all’inverno.

Piccola e curatissima è la suggestiva piazzetta su cui si affaccia la torre. Un luogo di comunanza, ma anche di tranquillità, dove il silenzio è rotto di tanto in tanto dalle note argentine di un qualche uccellino o dal saluto gentile di un abitante che si trova a passare di lì. Curiosa ed emblematica del carattere di frontiera dei frontinesi è una targa, posta nella parte bassa di un busto, che rimanda a un fatto del 1451. Si tratta della leggendaria battaglia dei coppi, uno scontro che vide gli agguerriti abitanti del borgo sopraffare le munitissime truppe che Sigismondo Pandolfo Malatesta , contravvenendo agli accordi di non belligeranza appena stipulati con il Duca urbinate, aveva inviato con l’ordine di prendere il castello per assalto.

Una seconda torre poligonale, questa di evidente scopo bellico, è posta a controllo e difesa delle alte mura cittadine. La sua realizzazione, avvenuta nella seconda metà del XV° secolo, è legata secondo alcuni al più talentuoso architetto dell’epoca: FRANCESCO DI GIORGIO MARTINI. Ed è proprio nei pressi di questa imponente costruzione che Frontino offre lo sguardo migliore sul mondo che le sta attorno.

I luoghi di Franco Assetto

Nell’elenco foltissimo di visitatori che nello spazio di una passeggiata si sono perdutamente innamorati di Frontino, ve ne è uno d’eccezione: Franco Assetto.

Il tanto irrequieto quanto sensibile artista torinese- pittore e scultore surrealista prima, super realista poi, per certi versi precursore della Pop-Art – si infatuò di questo bel borgo al punto di decidere per una donazione a favore del Comune frontinese di una cospicua parte delle sue opere.

Ed è proprio a partire da questo dono che è nato il Museo Franco Assetto. Per meglio comprendere il continuo evolvere dell’arte di questo grande interprete, le sale espositive riportano la sua produzione in ordine cronologico.

Un altro elemento d’unione tra Franco Assetto e Frontino è dato dalla ‘scultura d’acqua’ realizzata dall’artista per abbellire il già pittoresco Piazzale Leopardi, una fontana intitolata all’insegnante Caterina Remies Forlani che regala un pizzico di modernità all’abitato, abitato altrimenti dai tratti tipicamente medioevali.

Una seconda fontana, che il torinese ha dedicato a San Francesco, è posta a qualche chilometro dal castello, dalle parti di Montefiorentino.

Piazzale Leopardi a Frontino, con la sua fontana, la torre medievale e lo splendido panorama

Piazzale Leopardi a Frontino, con la sua fontana, la torre medievale e lo splendido panorama

Inoltre a Frontino…

Abbiamo già detto di tanta bellezza, ma i luoghi su cui è consigliabile gettare almeno un’occhiata non sono ancora terminati.

Vegliato dalla torre medievale, proprio a ridosso di Piazzale Leopardi, c’è un teatro all’aperto (Teatro Titano), simile per conformazione ai più famosi anfiteatri d’epoca romana, anche se – bisogna dirlo – non fu realizzato che nel 1975. E’ uno spazio che i frontinesi sono soliti utilizzare come sfondo alle manifestazioni cittadine, a volte come semplice luogo di ritrovo.

Tornando in direzione della torre civica, sul lato sinistro della via principale, è impossibile non notare la bella e poderosa costruzione che dà alloggio alla struttura ricettiva Rocca dei Malatesta. Ebbene, era proprio questo il nobile Palazzo di una delle famiglie più influenti di Frontino e dell’intero Montefeltro: quella dei Vandini.

Proseguendo nel camminare, si arriva dalle parti della Chiesa cittadina intitolata ai Santi Pietro e Paolo. Tra le non poche tele degne di nota, ne spicca una in particolare: è una Madonna col Bambino uscita dritta dritta dalla celebre bottega del Barocci, probabilmente realizzata da uno tra i più eccellenti allievi del grande maestro, quel Antonio Cimatori che i più conoscono con il nomignolo di Visaccio.

Scorcio del centro storico

Scorcio del centro storico

La Frontino fuori le mura

Se il tema rimane quello dell’arte, le anime più inclini a goderne troveranno nel Complesso Monumentale di Montefiorentino – posto a pochi chilometri dal capoluogo comunale – il luogo che più di altri saprà deliziarne la vista.

Fondato nella prima metà del ‘200, è uno dei conventi francescani più grandi e antichi delle Marche. Varcato il bellissimo e perfettamente conservato arco d’ingresso, si accede alla chiesa vera e propria, il cui interno ad unica navata ha subito nel corso del XVII° secolo un profondo restauro che le ha donato fattezze barocche.

Il coro, l’organo e gli affreschi qui costuditi sono senz’altro capaci di ottenere l’ammirazione del visitatore, ma la sorpresa più grande è la Cappella dei Conti Oliva. Questa, realizzata nel 1484 da Francesco De Simone Ferrucci secondo un gusto architettonico prettamente rinascimentale, presenta sarcofagi marmorei magistralmente scolpiti e due strepitosi inginocchiatoi originali dell’epoca. La pala d’altare ritrae una Madonna con Bambino tra i Santi Giorgio, Francesco, Girolamo e Antonio Abate: è una delle opere meglio riuscite di Giovanni Santi, padre del più celebre Raffaello.

Frontino, convento di Montefiorentino

Frontino, convento di Montefiorentino

All’opposta estremità del territorio cittadino, in un luogo eccezionalmente ameno, si trova un ennesimo edificio di culto carico di opere d’arte. E’ il cinquecentesco Monastero di San Girolamo, oggi parzialmente riattato a struttura ricettiva.

Poco lontano da San Girolamo vi è una costruzione non molto famosa, ma senz’altro capace di solleticare la curiosità del forestiero. E’ Ca’ Tomassone, una struttura davvero singolare, modificata più volte nel corso del tempo e secondo stili diversissimi. Probabilmente in origine era una semplice abitazione colonica poi, con l’avvento delle epoche più burrascose del medioevo, venne trasformata in una casa-fortezza. Infine, quando questa passò di mano alla nobile famiglia Vandini, si cercò di ingentilirne le fattezze secondo le usanze rinascimentali. Il risultato di queste numerose sovrapposizioni è un qualcosa di più unico che raro.

Un luogo ancora…

Rimane ancora un pezzetto di territorio da raccontare. Un ultimo luogo che racchiude in sé l’intero significato di Frontino: è il Mulino di Ponte Vecchio.

Una costruzione che, posta sul greto di un tutt’altro che placido torrente, dice del legame millenario tra l’uomo e la natura, e assieme racconta l’origine guerresca del vicino castello e dell’intero territorio. Non si tratta infatti di un normale mulino, ma di un mulino fortificato. La naturale propensione difensiva dell’edificio si mostra in tutta la sua evidenza nell’alta e forte torre di guardia e, in maniera meno plateale, nel passaggio segreto che lo doveva collegare a Palazzo Vandini.

Non solo, oggi, a rimarcare l’attenzione che i frontinesi da sempre riversano sulla cultura, di questo bellissimo e umile gioiello di pietra se ne è voluto fare un museo. Un museo che conserva attrezzi e meccanismi perfettamente funzionanti atti alla molitura, un pezzo di storia contadina che non solo si legge sui pannelli esplicativi, ma si può osservare dal vero in prima persona.

Fantastico.

All'interno dell'antico mulino, oggi museo

All’interno dell’antico mulino, oggi museo

BIBLIOGRAFIA

  • AA.VV – Frontino, Arte Ambiente Turismo – Comune di Frontino, 2007
  • D. SACCO – La Provincia dei Centoborghi, Metauro Edizioni, 2006
  • G.ALLEGRETTI – Frontino – Comune di Frontino, 1990

Scopri con Google Maps come arrivare a Frontino

 

Per maggiori informazioni è consigliabile visitare il SITO DELLA PRO LOCO

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

CONTENUTI ilfederico.com non è una testata giornalistica dal momento che gli aggiornamenti non seguono alcuna cadenza fissa. Pertanto, ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001, non può in alcun modo considerarsi un prodotto editoriale. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti dei singoli articoli. I responsabili di ilfederico.com, secondo il loro insindacabile giudizio, si riservano il diritto di eliminare tutti quegli interventi apportati dagli utenti ritenuti offensivi, razzisti o non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Le informazioni contenute in questo blog potrebbero contenere inesattezze, ancorché commesse senza intenzionalità. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. TRATTAMENTO DATI PERSONALI Ai sensi del Dlgs. 196/2003, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”, il trattamento dei dati personali sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della riservatezza e dei diritti. Ai sensi dell’articolo 13 del predetto Decreto, informiamo che: a) Il trattamento dei dati viene effettuato nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla legge, con le seguenti modalità: strumenti automatizzati, inclusi quelli elettronici e telematici. b) Il conferimento dei dati ha natura facoltativa. c) La mancata disponibilità totale o parziale dei dati può comportare l’impossibilità a perseguire la predetta finalità. d) Soggetti e categorie di soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati e ambito di diffusione dei dati. I dati di cui sopra, nel rispetto delle finalità sopra indicate, verranno comunicati ai soggetti di seguito indicati: soggetti pubblici e privati per gli adempimenti previsti da ogni norma di legge o da disposizioni contrattuali. I dati non sono oggetto di diffusione. In ogni momento potrai esercitare i tuoi diritti nei confronti dei titolari del trattamento, ai sensi dell’articolo 8 D.Lgs. 196/2003. Restano salvi i diritti di cui all’articolo 7 del Dlgs. 196/2003. e) Titolarità del trattamento e richiesta informazioni ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro f) Responsabili del trattamento ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro INFORMATIVA E GESTIONE DEI COOKIES Cosa sono i cookies? I cookies sono files di testo che i siti visitati dall’utente inviano al terminale dello stesso– computer, smartphone e così via – dove vengono archiviati e poi ritrasmessi agli stessi siti in occasione della successiva visita del medesimo utente. Navigando su ilfederico.com, potrai ricevere solo cookies inviati direttamente dal nostro sito. A – Cookies utilizzati dal presente sito web I cookies vengono utilizzati con strumenti elettronici e ogni tipologia ha una sua funzione specifica. I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati (vedi in seguito). In ogni momento, a norma del d. lgs. 196/03, l’utente – potrà ottenere, previa richiesta inviata all’indirizzo email info(chiocciola)ilfederico.com, la conferma dell’esistenza del trattamento dei dati in questione e delle finalità dello stesso, l’indicazione dell’origine dei dati, l’indicazione della logica applicata al trattamento, l’indicazione di tutti gli elementi sopra elencati, nonché: l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge. Su questo sito non vengono utilizzati cookie di profilazione. Per maggiori informazioni sui cookies si veda questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Cookie B – Cookies tecnici I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati. Questi cookies sono volti a mantenere un buon funzionamento della navigazione o ad incrementare le funzionalità o le prestazioni del sito. Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori. C – Puoi gestire le tue preferenze sui cookies anche tramite browser Ogni browser contiene una pagina di gestione dei cookies che potrai modificare come meglio credi.

Chiudi