Il borgo di Cavoleto

Cavoleto è uno dei centri minori più caratteristici – e forse meno conosciuti – delle Marche.

Oggi, se ti va, te lo racconto. Pronti? Via!

Un colpo d'occhio su Cavoleto

Un colpo d’occhio su Cavoleto

Percorrendo il tratto di strada che collega Lunano a Carpegna, il visitatore attento noterà un cartelletto che indica la località di Cavoleto. E se questi è abbastanza curioso da decidere di avventurarsi per codesta deviazione, si troverà a viaggiare su di un piccolo serpente grigio, una stradicciola asfaltata ma strettissima, talmente stretta da spingere il curiosone a pregare perché nessun altra vettura proveniente dal senso di marcia opposto venga ad intralciargli il cammino.

Ed è forse per via della furia di tutto quel pregare che, nel giro di poco, il visitatore troverà, se non il Paradiso vero e proprio, qualcosa che ci va parecchio vicino.

E' Piazza Bassa a dare il benvenuto al forestiero

E’ Piazza Bassa a dare il benvenuto al forestiero

Già prima di arrivare al borgo si capisce di essere approdati in un luogo magico: basta avere occhi golosi di scoperte, occhi che faranno soffermare il viaggiatore su di una piccola cappella adagiata a lato della via, una cappella di campagna apparentemente simile a tante altre, ma che al suo interno, inaspettatamente, cela uno splendido affresco di scuola raffaellesca risalente al XVI secolo.

Ma che non ci si lasci rapire troppo a lungo da questa piccola meraviglia, perché una bellezza ancor più grande attende al termine della salita, poco più su, appollaiata sul suo sperone di tufo che domina la stretta vallata del torrente Mutino: signori, benvenuti a Cavoleto, uno dei borghi più belli del Montefeltro.

Per la via che collega le due piazze di Cavoleto. Moltissime le abitazioni in pietra.

Per la via che collega le due piazze di Cavoleto. Moltissime le abitazioni in pietra.

Le origini di Cavoleto sono antiche, più antiche di quei documenti che nel 1200 lo attestano già come ‘castrum’ appartenente alla Massa Trabaria, provincia allora assoggettata al dominio della Chiesa.

Come i vini buoni stanno nella botte piccola, Cavoleto è luogo minuto: il borgo altro non è che una via pavimentata in porfido che collega due piazze poste a quote altimetriche differenti – dette semplicemente ‘Piazza Alta’ e ‘Piazza Bassa’ – e attorno alla quale sorgono le abitazioni praticamente immutate dal medioevo. Il tutto ancora racchiuso entro le sue storiche mura.

Cavoleto fu castello di confine tra i domini dei Montefeltro e quelli dei Malatesta e, pertanto, conobbe violenze e assalti, ma anche il prestigio e l’importanza di essere sentinella del territorio. Prestigio e importanza che vennero meno tra ‘600 e ‘700 quando le signorie scomparvero e il borgo tornò sotto il dominio dei lontani papi di Roma.

Palazzo Cosmi

Palazzo Cosmi

In effetti il XVII secolo fu piuttosto buio per questi luoghi, anche per via di un fenomeno climatico che attraversò quegli anni, devastò agricoltura ed economia, e passò alla storia come ‘la piccola glaciazione’. La crisi divenne meno acuta con l’affermazione della famiglia Cosmi, famiglia legata alla ricchezza della terra che ottenne la signoria sul borgo. Alla famiglia Cosmi si deve anche il bel palazzo omonimo, realizzato a partire dal 1715, che abbellisce Piazza Bassa.

Cavoleto anticamente ospitava anche una rocca situata presso Piazza Alta e che dal 1748 ha lasciato il posto alla Chiesa principale del borgo. Da non perdere, proprio dietro il citato luogo di culto, il piccolo balcone naturale dal quale si può godere di uno splendido colpo d’occhio sulla vallata.

A partire dal secondo dopoguerra, questo bel borgo – al pari di altri abitati di campagna – conobbe lo spopolamento: la gente, attratta dal nuovo benessere se ne andò per cercare fortuna e lavoro nelle città costiere. Ma Cavoleto ha qualcosa che non tutte le città possono offrire: la felicità. Il toponimo Cavoleto deriva infatti dalle parole Collis Letus, colle lieto, allegro. Sarà forse per questo che gli ultimi anni hanno segnato un’inversione di tendenza e in questo luogo è tornata, prepotentemente, la vita.

 

Scopri con Google Maps come arrivare a Cavoleto

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5 Risposte

  1. Marco Lorenzetti ha detto:

    Bravo! Molto bello il video. Complimenti!

  2. Amelita ha detto:

    Io ci ho vissuto per 14 anni, da quando ancora, appena ripopolato, eravamo in 6 ad abitarci. 14 anni d’oro!

  3. marcello ha detto:

    Ci sono passato decine e decine di volte lungo quella strada per lavoro e quel cartello con la scritta Cavoleto mi ha sempre affascinato riservandomi sempre una visita che non ho mai fatto.Non volevo svelare il mistero

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