LA CHIESA DI SAN VALENTINO DI SASSOCORVARO, IL POSTO DEGLI INNAMORATI

La Provincia di Pesaro e Urbino è da sempre meta prediletta per innamorati provenienti da ogni dove. E’ il meraviglioso Castello di Gradara che, soprattutto, chiama a sé gli amanti: d’altra parte la storia di Paolo e Francesca che da secoli esso gelosamente custodisce entro le possenti mura è una fonte capace di rinfrancare i cuori dei fidanzati, è un’acqua preziosa in quel deserto di obblighi quotidiani, obblighi che con lo scorrere del tempo minacciano di inaridire anche l’amore più sincero. Solo una minima parte di questi aspiranti Romeo e Giulietta è tuttavia a conoscenza del fatto che a poche decine di chilometri dal romantico borgo c’è un’altra sorgente in cui è possibile dissetare i cuori: è a Sassocorvaro che si trova la Chiesa di San Valentino (o, volendo essere più precisi, l’Oratorio della Santissima Trinità).

Chiesa di San Valentino, esterno

Chiesa di San Valentino, esterno

Uno sguardo ravvicinato alla Chiesa di San Valentino di Sassocorvaro.

La Chiesa di San Valentino pare soffrire la stessa timidezza di un giovane innamorato al primo appuntamento, anzi, giureresti si voglia nascondere agli occhi del forestiero, quasi desideri sfuggirne il giudizio. Questa trova infatti posto non nelle vie principali della cittadina, bensì in una lunga, stretta e caratteristica scalinata che conduce alla parte più bassa del borgo e dalla quale è possibile ammirare dall’alto il bel Lago di Mercatale. Una vista niente male, per la verità. E’ circa a metà della stadicciola che troviamo l’Oratorio, la cui semplice facciata in laterizio quasi fatica a farsi notare, schiacciata com’è tra le altre peculiari abitazioni del paese e dalla fama della maggiore attrattiva turistica locale: la celebre Rocca Ubaldinesca.

Uno sguardo notturno dal belvedere nei pressi della Chiesa di San Valentino

Uno sguardo notturno dal belvedere nei pressi della Chiesa di San Valentino

La Chiesa di San Valentino, eretta nel 1722 per volere dell’abate Gaspare Fabbrini, non è certo destinazione ideale per chi è alla ricerca del bello, dal momento che i lavori a seguito del terribile terremoto del 1781 ne hanno drasticamente cambiato il volto e oggi gli interni risultano quasi del tutto disadorni (la stessa Provincia offre al visitatore luoghi di culto decisamente più interessanti dal punto di vista artistico, vedi l’ Oratorio urbinate di San Giovanni Battista ). Semmai questo è un posto di suggestioni, il luogo più adatto a cacciar fuori dalle labbra quel ti amo serbato intatto da troppo tempo sulla punta della lingua.

L'interno dell'Oratorio della Santissima Trinità di Sassocorvaro

L’interno dell’Oratorio della Santissima Trinità di Sassocorvaro

La Chiesa di San Valentino, certo… ma San Valentino chi?

Qualcuno, c’è da scommetterci, nel leggere queste righe è balzato sulla sedia. Esiste infatti un’accesa contesa tra la cittadina marchigiana e la ben più nota Terni circa il possesso dei santi resti. Ambedue le tesi paiono verosimili ma, non ce vogliano gli amici umbri, studi recenti sembrano aver permesso a Sassocorvaro di inserire la freccia e posizionarsi sulla corsia di sorpasso. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di srotolare la complicata matassa.

Il San Valentino che riposa nell’entroterra delle Marche proviene dal cimitero romano di Calepodio e ogni suo spostamento è stato certificato con sigilli e atti ufficiali. Insomma, nulla da obiettare sul fatto che un San Valentino abbia trovato dimora a Sassocorvaro. Qualche studioso ha però sollevato alcune perplessità circa l’identità del santo, sostenendo che in realtà i Valentino fossero due: uno prete e l’altro vescovo, uno di Roma e uno di Terni. Perplessità che però dovrebbero rispondere a troppe strane coincidenze:

  • Il nome, Valentino, è il medesimo
  • Ambedue vengono ricordati il 14 febbraio
  • Stesso imperatore, stesso luogo e stessa data di martirio per entrambi
  • Ambedue subiscono le stesse torture
  • La sepoltura, avvenuta sulla via Flaminia sia per l’uno che per l’altro
Reliquiario di San Valentino

Reliquiario di San Valentino

Probabilmente, come sostenuto da Monsignor Corrado Leonardi nel suo La Reliquia di San Valentino nell’Oratorio della SS.ma Trinità di Sassocorvaro, di San Valentino ce ne fu uno solamente. Ed è quello di Roma. Il culto di questi percorse la Flaminia fino ad arrivare a Terni. Qui l’amore dei fedeli si spinse a tanto da creare un santo ex-novo, un santo che, tuttavia, esisterebbe solo nella tradizione popolare.

Ma Terni o Sassocorvaro, in fin dei conti che importa? Gli innamorati avranno una validissima scusa per baciarsi due volte: una in Umbria e una nelle Marche.

BIBLIOGRAFIA

  • Fabio Fraternali, Sassocorvaro in tasca, Ciabocchi Editore, 2015
  • Daniele Sacco, La Provincia dei Centoborghi, Metauro Edizioni, 2006
  • Corrado Leonardi, La Reliquia di San Valentino nell’Oratorio della SS.ma Trinità di Sassocorvaro, Stibu, 2000

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