LA GOLA DEL FURLO TRA STORIA E NATURA

Lungo l’antica via Flaminia, tra i comuni di Acqualagna e Fermignano, la Gola del Furlo si mostra al visitatore. Prati, pareti rocciose, boschi: il paesaggio da queste parti non è mai uguale a se stesso. E’ grazie alle molteplici condizioni ambientali che qui si vengono a creare, che il passo può vantare una notevole varietà di specie animali e vegetali, alcune anche rarissime.

La forra, formatasi tra le alture del Paganuccio e del Pietralata, è frutto di un intenso lavoro di erosione operato dalle acque del fiume Candigliano, un lavoro lungo millenni che sembra mettere assieme mani d’artista e pazienza di santo. Il risultato è di una bellezza rara, di quelle buone a far penzolare mandibole per minuti.

Oggi il Candigliano non è più fiume impetuoso come un tempo. Prima di tuffarsi nel Metauro, e proprio dalle parti della Gola del Furlo, le sue acque vengono rese mansuete dalla diga che dal 1922 permette il formarsi del placido e suggestivo lago artificiale.

Gola del Furlo, uno scorcio d'incantevole

Gola del Furlo, uno scorcio d’incantevole

La firma dei potenti sulla Gola del Furlo

Nei secoli remoti la Flaminia, importante via di collegamento tra Roma e Rimini, era da queste parti itinerario assai poco agevole. Si racconta di una strada martirizzata da frequenti frane che con fare insicuro se ne stava artigliata alla parete del Pietralata e guardava scorrere sotto di sé le acque di un fiume furioso. E fu proprio per rendere meno disagevole il passaggio che, per volere dell’Imperatore Vespasiano, nel 76 d.C venne portata a compimento una galleria lunga oltre 38 metri con un diametro, all’incirca, di sei.

L’opera, un piccolo capolavoro di ingegno e tenacia, venne realizzata a colpi di piccone e scalpello nel punto più stretto della gola ed è tutt’oggi utilizzata. A fianco è ancora visibile un varco più piccolo di epoca etrusca.

E a proposito di buchi e gallerie, il toponimo ‘Furlo’ ci arriva proprio dalla parola volgarizzata latina ‘Forulum’, cioè Foro.

Non furono soltanto Vespasiano e i romani a portare la mano dell’uomo in questo luogo d’incanto. Nel 1936 la Milizia Nazionale Forestale portò a termine un’impresa titanica, intagliando un viso nella viva roccia del Pietralata: quello di Benito Mussolini.

Ma lo sforzo non è stato premiato dalla storia, tanto meno da quei partigiani che deturparono il profilo del duce sul finire della guerra. Oggi il dittatore di pietra fa bella mostra di sé in qualche vecchia fotografia, mentre è quasi irriconoscibile dal vero.

Galleria di Vespasiano presso la Gola del Furlo

Galleria di Vespasiano presso la Gola del Furlo

 

La Gola del Furlo dopo la caduta di Roma

In epoca romana il Furlo era luogo di fondamentale importanza. Esso, infatti, collegando la capitale con Rimini e Ravenna, risultava passaggio obbligato per viaggiatori, merci e mercanti. Non a caso vi si trovavano una stazione di cambio cavalli e una taverna in cui i viaggiatori potevano rifocillarsi – cosa che allora non tutte le strade erano in grado di vantare.

Il valore assunto del Passo del Furlo venne presto compreso anche dai briganti e, soprattutto, dai Goti che travolsero i pochi soldati romani posti a guardia del luogo e successivamente lo fortificarono.

Il castello, fatto costruire dagli invasori tra la galleria e la Grotta del Grano, venne conquistato ad altissimo prezzo di vite dai bizantini nel 539, ma questi riuscirono a strapparlo alle mani nemiche per meno di un lustro: già nel 543 il fortilizio era di nuovo dominio dei goti. Un decennio dopo il Furlo tornò a essere possedimento bizantino. Lo restò fino al 571, quando il fuoco assassino dei longobardi ne rase al suolo tutte le fortificazioni. Ma le braci ardenti non illuminarono questo territorio che, anzi, inforcò un cammino di tenebra lungo oltre un millennio.

Il Passo del Furlo dovette subire l’incuria dei tempi bui e divenne dimora per malviventi della peggior specie, tanto che le Poste Pontificie rinunciarono per lungo tempo a questo passaggio più veloce rispetto ad altri ma decisamente meno sicuro.

Furlo, l’ultima parola sulla leggenda di Musolino

Scosso per il macabro spettacolo offerto dalle numerose croci che bordavano la via, un cardinale che si trovava a percorrere il Passo del Furlo nel 1506 apostrofò il luogo come un covo d’assassini bramosi d’annegare i viandanti nel fiume. E le cose, con l’avvento del ‘900, non sembravano essere migliorate granché.

E’ del 1901 il fatto che pose fine alle leggendarie imprese del brigante Musolino. Ma chi era costui? E perché godeva di una fama così sinistra? La carriera di assassino cominciò per Giuseppe Musolino nel 1887, quando, poco più che ventenne, uccise un uomo in duello. Arrestato, riuscì ad evadere due anni più tardi, non prima però di aver meditato a lungo la sua vendetta. Una volta libero tolse la vita ai suoi accusatori e a decine di altre persone. In breve la sua storia divenne una folta collezione di crimini e la sua capacità di farla franca gli conferì quell’alone di mistero che ancora permette lui un posto nella memoria dei nostri nonni.

Ma il destino, paziente e implacabile, in quel ottobre balzato agli onori delle cronache attendeva il Musolino dalle parti del Furlo: egli, intenzionato a raggiungere il porto di Livorno per espatriare, vi si trovava solo di passaggio, vi aveva sostato appena una manciata di giorni. Ma tanto bastò al caso per giocare il suo tiro mancino, quel caso che aveva le sembianze di due carabinieri in cerca di un criminale locale reo di aver ucciso un loro commilitone. Non sappiamo se i militari riuscirono mai a trovare colui che stavano cercando, quel che è certo è che s’imbatterono fortuitamente nell’imprendibile furfante nazionale, in quell’essere a metà tra uomo e mito sulla cui testa pesava una taglia d’importo mai visto fino allora. E che non se lo lasciarono sfuggire.

Appena fuori la Gola del Furlo, la bella Abbazia di San Vincenzo

Appena fuori la Gola del Furlo, la bella Abbazia di San Vincenzo

Dalla Gola del Furlo alla cittadina di Acqualagna

Una volta che il visitatore avrà saziato gli occhi delle meraviglie offerte dalla natura rigogliosa e colmato la curiosità delle tante storie che ammantano di leggenda lo splendido passo appenninico, costui potrà imboccare la via che conduce alla cittadina di Acqualagna. C’è ancora una meraviglia da scovare, una bontà che si nasconde sui piatti proposti dalle numerose osterie locali: ci troviamo nel paradiso del tartufo e al forestiero non rimane che approfittarne.

E già che si è per la via è d’obbligo gettare almeno un’occhiata alla bella Abbazia di San Vincenzo al Furlo. Per la verità, ne meriterebbe ben più d’una.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

CONTENUTI ilfederico.com non è una testata giornalistica dal momento che gli aggiornamenti non seguono alcuna cadenza fissa. Pertanto, ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001, non può in alcun modo considerarsi un prodotto editoriale. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti dei singoli articoli. I responsabili di ilfederico.com, secondo il loro insindacabile giudizio, si riservano il diritto di eliminare tutti quegli interventi apportati dagli utenti ritenuti offensivi, razzisti o non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Le informazioni contenute in questo blog potrebbero contenere inesattezze, ancorché commesse senza intenzionalità. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. TRATTAMENTO DATI PERSONALI Ai sensi del Dlgs. 196/2003, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”, il trattamento dei dati personali sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della riservatezza e dei diritti. Ai sensi dell’articolo 13 del predetto Decreto, informiamo che: a) Il trattamento dei dati viene effettuato nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla legge, con le seguenti modalità: strumenti automatizzati, inclusi quelli elettronici e telematici. b) Il conferimento dei dati ha natura facoltativa. c) La mancata disponibilità totale o parziale dei dati può comportare l’impossibilità a perseguire la predetta finalità. d) Soggetti e categorie di soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati e ambito di diffusione dei dati. I dati di cui sopra, nel rispetto delle finalità sopra indicate, verranno comunicati ai soggetti di seguito indicati: soggetti pubblici e privati per gli adempimenti previsti da ogni norma di legge o da disposizioni contrattuali. I dati non sono oggetto di diffusione. In ogni momento potrai esercitare i tuoi diritti nei confronti dei titolari del trattamento, ai sensi dell’articolo 8 D.Lgs. 196/2003. Restano salvi i diritti di cui all’articolo 7 del Dlgs. 196/2003. e) Titolarità del trattamento e richiesta informazioni ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro f) Responsabili del trattamento ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro INFORMATIVA E GESTIONE DEI COOKIES Cosa sono i cookies? I cookies sono files di testo che i siti visitati dall’utente inviano al terminale dello stesso– computer, smartphone e così via – dove vengono archiviati e poi ritrasmessi agli stessi siti in occasione della successiva visita del medesimo utente. Navigando su ilfederico.com, potrai ricevere solo cookies inviati direttamente dal nostro sito. A – Cookies utilizzati dal presente sito web I cookies vengono utilizzati con strumenti elettronici e ogni tipologia ha una sua funzione specifica. I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati (vedi in seguito). In ogni momento, a norma del d. lgs. 196/03, l’utente – potrà ottenere, previa richiesta inviata all’indirizzo email info(chiocciola)ilfederico.com, la conferma dell’esistenza del trattamento dei dati in questione e delle finalità dello stesso, l’indicazione dell’origine dei dati, l’indicazione della logica applicata al trattamento, l’indicazione di tutti gli elementi sopra elencati, nonché: l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge. Su questo sito non vengono utilizzati cookie di profilazione. Per maggiori informazioni sui cookies si veda questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Cookie B – Cookies tecnici I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati. Questi cookies sono volti a mantenere un buon funzionamento della navigazione o ad incrementare le funzionalità o le prestazioni del sito. Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori. C – Puoi gestire le tue preferenze sui cookies anche tramite browser Ogni browser contiene una pagina di gestione dei cookies che potrai modificare come meglio credi.

Chiudi