Mombaroccio, il borgo dove storia e bellezza s’incontrano

In una provincia come quella di Pesaro e Urbino, dove intenso è l’odore di storia e vividi sono i colori dell’arte, accade sovente che ci si fa bastare una visita ai centri più blasonati. D’altra parte l’incantevole contenuto nei due capoluoghi di provincia e in centri come Fano, Gradara, Cagli e Urbania è più che sufficiente a colmare finanche gli archivi che stanno dietro gli occhi più curiosi. E’ tuttavia un peccato che abitati minori passino inosservati, anche perché la storia di questi luoghi non rientra forse nei libri, ma è permeata da un’umanità difficilmente riscontrabile altrove. E allora, per qualche minuto almeno, mi piace sottrarre all’indifferenza un piccolo paese del contado pesarese: andiamo quindi, se vi va, a scoprire il borgo di Mombaroccio.

Cenni storici sul borgo di Mombaroccio

Non è certa la data di fondazione di Mombaroccio, ma si pensa sia da ricercarsi attorno al 1200, quando questo venne edificato con materiale recuperato dai ruderi di alcuni castelli limitrofi.

Da subito il minuto centro abitato prese a dipendere dai Malatesta. Furono proprio i signori di Pesaro a volere Mombaroccio entro forti mura, mura tutt’oggi conservate. Nel 1445 la signoria passò agli Sforza, i quali, per far fronte alla comparsa della armi da fuoco, fecero erigere dei torrioni. Due di queste strutture circolari, probabilmente ispirate ai lavori del Martini, andarono a rendere più forte Porta Maggiore, e di sicuro anche più bella. Oggi il ponte levatoio è scomparso, ma lo spettacolo offerto dalla struttura rimane di tutto rispetto.

Fu sotto i Della Rovere che il borgo di Mombaroccio poté ottenere, almeno in parte, la tanto agognata autonomia. E’ del 1543 la decisione ducale di subinfeudare il castello a Ranieri dei Marchesi Del Monte, liberando di fatto, dal punto di vista economico, la comunità mombaroccese dai legami con la vicina Pesaro.

Nel 1644, con l’estinguersi dei Del Monte, il borgo di Mombaroccio prese ad essere amministrato dalla famiglia Castracane.

Nel presente l’antico centro abitato rimane piuttosto vispo e ricco di iniziative, anche se gli abitanti del Comune risiedono per la maggior parte nelle più comode frazioni.

Cosa vedere presso il borgo di Mombaroccio

Palazzo Del Monte

Lasciata alle spalle la peculiarissima Porta Maggiore, il visitatore non ha che da mettere assieme pochi passi per incontrare la prima attrazione offerta da questo splendido borgo: si tratta di Palazzo Del Monte, storica abitazione dell’illustre Guidubaldo Del Monte. Costui, primo nato tra i quindici figli di Raniero dei Marchesi Del Monte, fu studioso, oltre che abile uomo d’armi e amministratore della cittadina. Da qualche tempo i mombaroccesi hanno allestito in suo onore, proprio nelle stanze in cui l’uomo era solito immergersi in infiniti studi, il Laboratorio di Galileo e Guidubaldo. Qui vengono riproposte le esperienze e le intuizioni di Del Monte, non trascurando però il lato più umano di questi e le relazioni con studiosi suoi contemporanei. Tra tutti spicca il legame fraterno con Galileo Galilei.

Presso il medesimo palazzo sono visitabili lo splendido giardino e la Saletta di Ciro Pavisa, una piccola stanza dedicata all’artista dove trovano spazio alcune opere dello stesso.

La Chiesa di San Marco e la Torre Civica

Abbandonato Palazzo Del Monte, sono poche le falcate necessarie per raggiungere la bella Chiesa di San Marco. Questa venne edificata grazie alla fortuna che un abitante del luogo, grazie a spiccate doti di mercante, riuscì a mettere assieme in quel di Venezia. E’ proprio il leone simbolo della città lagunare a far bella mostra di sé sul timpano del portale in pietra d’Istria.

Chiesa di San Marco e Torre Civica

La Chiesa di San Marco e l’adiacente Torre Civica presso il borgo di Mombaroccio

Nei sei locali della Sagrestia è stato sapientemente allestito il Museo dell’Arte Sacra, presso il quale sono raccolti dipinti, paramenti, arredi sacri e svariati oggetti di culto.

Addossata alla Chiesa di San Marco se ne sta un’altra meraviglia che il borgo di Mombaroccio orgogliosamente offre allo sguardo del forestiero: è la seicentesca Torre Civica. All’interno della struttura è visitabile la mostra permanente dedicata al ricamo, attività tipica delle donne del posto. Sono esposti, oltre a lavori recenti, anche pregiatissimi pezzi di antica fattura.

Il Museo della Civiltà Contadina

E’ tuttavia presso l’ex Convento dell’Ordine dei Girolomini che va ricercato il pezzo forte del borgo: il Museo della Civiltà Contadina. No, signori, non si tratta della solita stanzuccia che molti piccoli comuni chiamano Museo della Civiltà Contadina solo perché vi trovano alloggio quattro attrezzi vecchi e drammaticamente mangiati dalla ruggine. Anzitutto quello di Mombaroccio, grazie alla sua completezza e alla sua estensione, è tra i pochi riconosciuti dalla Regione Marche. E poi, poi basta uno sguardo per capire quante attenzioni vengono riversate su di esso da premurosi addetti.

Museo della Civiltà Contadina

Museo della Civiltà Contadina presso il borgo di Mombaroccio – particolare

Il Museo si distende per oltre 300 metri e nelle dodici stanze che lo compongono trovano spazio oggetti dimenticati in gran numero, databili tra il ‘700 e il 1970. C’è la stanza del fabbro, quella del ciabattino e ancora quella che poteva appartenere a un falegname. Di tutto interesse gli arnesi di vecchi contadini e tessitori. Suggestive la neviera e le vie sotterranee, ricavate nel tufo dai frati del convento a forza di braccia.

Il Santuario del Beato Sante

Non prima di aver buttato un occhio alla seconda porta cittadina, detta Porta Marina, e aver passeggiato costeggiando le mura, è possibile lasciare il borgo di Mombaroccio per visitare un altro suo luogo simbolo distante solo pochi chilometri: il Santuario del Beato Sante. Il complesso – riparato da un fitto bosco e comprendente chiesa, chiostro e convento – è stato edificato dai francescani attorno al 1223.

E’ piccolo il borgo di Mombaroccio, talmente minuto che a stento si crede possa contenere tante formidabili sorprese.

Per maggiori informazioni rimandiamo al SITO DELLA PROLOCO LOCALE.

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