Montefabbri

D’un tratto, inaspettata agli occhi di chi percorre la vecchia via che collega Urbino e Colbordolo, appare Montefabbri. Si fa avanti timidamente questo borgo del tutto racchiuso entro le sue mura in laterizio, quasi volesse nascondersi fino all’ultimo istante allo sguardo dei pochi automobilisti in transito, approfittando di curve e tornanti, in gran numero da queste parti.

Certo, da lontano il colpo d’occhio su Montefabbri è notevole, ma anche una visita al paese non lascia indifferenti: qui il tempo scorre piano e la frenesia del mondo moderno non riesce proprio a passare sotto l’arco a tutto sesto che dà il benvenuto al visitatore. Purtroppo l’ingresso non ospita più il ponte levatoio come un tempo, ma dà ancora alloggio alla bella Madonna Lattante in pietra arenaria che qui è di casa da ormai sei secoli.

La porta d'ingresso del paese sormontata dalla Madonna del Latte

La porta d’ingresso del paese sormontata dalla Madonna del Latte

Sull’altra facciata dell’arco fa bella mostra di sé lo stemma in marmo bianco di Francesco Paciotti, architetto civile e militare, nominato conte di Montefabbri nel 1578 da Francesco Maria II Della Rovere, Duca d’Urbino. Il feudo rimase alla famiglia Paciotti fino al 1744, quando l’ultimo conte morì senza discendenti maschi e Montefabbri tornò allo Stato Pontificio.

Questo luogo è bello, così incantevole da essere stato inserito nel 2006 tra i “Borghi più belli d’Italia” dall’omonima associazione, ma è anche minuscolo: è per questo che entrando non conviene andare dritto al centro del paese, sarebbe come finire un bicchiere di vino pregiato in un unico sorso.

Montefabbri, uno dei 'Borghi più belli d'Italia'

Castello di Montefabbri (PU), dal 2006 uno dei ‘Borghi più belli d’Italia’

E’ meglio dunque svoltare verso destra e seguire il corso delle mura erette nel XII secolo, godere per un poco dei dettagli, del panorama e della serenità di questo luogo di favola, prima di arrivare al piatto forte.

E il piatto forte è senza dubbio la Pieve di San Gaudenzio, edificata tra il VII e l’VIII secolo e dedicata al primo vescovo di Rimini, martirizzato attorno al 360.

La chiesa è ricca di marmi e ospita anche una cripta in stile gotico in cui vengono custodite le spoglie di Santa Marcellina, assai venerata dagli abitanti del posto. Proprio in questo luogo sacro, nel 1343 venne battezzato il francescano Beato Sante Brancorsini.

La millenaria Pieve di San Gaudenzio

La millenaria Pieve di San Gaudenzio

Famosa è la storia di questi che, sconvolto per aver ucciso un parente con la spada, sia pure per legittima difesa, abbandonò la carriera militare a soli venti anni per dedicare la propria vita a Cristo.

Ti lascio con un video su Montefabbri che ho realizzato qualche tempo fa. Buona visita!

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