Oratorio della Madonna del Carmine a Urbania

Una chiesetta che nemmeno arriva a misurare venti metri quadrati, eppure l’ Oratorio della Madonna del Carmine a Urbania è un’autentica meraviglia. Una meraviglia la cui visita non di rado viene saltata a piè pari da turisti e forestieri. D’altra parte, bisogna dirlo, l’esterno in laterizio dell’edificio è tutto fuorché appariscente. Anzi, minuto e mimetizzato com’è tra le abitazioni di Via Roma, questo luogo sacro risulta in effetti quasi invisibile all’occhio meno attento (o già sazio della bellezza offerta dalle altre numerose attrattive cittadine).

Parliamo, è vero, di un luogo sconosciuto ai più. Un luogo, tuttavia, molto caro ai durantini e che merita senz’altro d’essere scoperto.

Andiamo a dare un’occhiata più da vicino, ti va?

Il semplicissimo esterno del luogo di Fede

Il semplicissimo esterno del luogo di Fede

Alla scoperta dell’ Oratorio della Madonna del Carmine di Urbania

Quello che oggi è conosciuto come Oratorio della Madonna del Carmine non era in passato che una semplice edicola extra muros (che veniva detta la majestà de porta de sopra), divenuta poi cappellina con altare nel 1499.

Nel 1514 il minuscolo luogo di fede venne affidato alle cure dei Padri Agostiniani. Fu nel 1610, anno di fondazione della Confraternita del Carmine, che la chiesetta vide il passaggio di consegne e prese a essere chiamata, appunto, Oratorio della Madonna del Carmine.

Invisibile l’esterno, sorprendente l’interno

Se l’esterno risulta prossimo all’anonimità, il dentro dell’edificio è davvero capace di scuotere il visitatore.

La  star del piccolo oratorio durantino se ne sta sulla parete di fondo. Si tratta di un affresco – eseguito agli albori del ‘300 da Giuliano da Rimini – raffigurante una Madonna in trono con Bambino. L’opera era originariamente collocata nella rocca cittadina e venne trasferita qui (con tanto di muro) solo attorno al 1517. Vale a dire quando al poderoso fortilizio urbaniese toccò la sorte d’essere abbattuto.

Un salvataggio quasi dovuto, quello del lavoro di Giuliano da Rimini. D’altro canto, l’attaccamento degli abitanti la piccola città marchigiana verso la sacra raffigurazione è molto forte oggi, figurarsi allora. E, infatti, la comunità non tardò a rimboccarsi le maniche per darle meritato lustro.

Al centro dell'immagine, il trecentesco affresco della Madonna in trono col Bambino di Giuliano da Rimini

Al centro dell’immagine, il trecentesco affresco della Madonna in trono col Bambino di Giuliano da Rimini

Oratorio della Madonna del Carmine: un crogiolo d’artisti

Anzitutto, nel 1529, l’affresco del maestro riminese venne inserito entro una cornice dorata e decorata a candelabre per la quale si era voluto chiamare un artista che i lavori svolti nel noto PALAZZO URBINATE avevano reso piuttosto conosciuto: Ambrogio Barocci. Successivamente, siamo nel 1579, gli urbaniesi incaricarono l’ Episcopi – il loro concittadino più artisticamente dotato – di riportare i colori del piccolo capolavoro all’antica vivacità.

Ma l’Episcopi non fu il solo durantino a mettere mano all’incantevole chiesina. Circa un ventennio dopo di lui, toccò al bravo Giorgio Picchi di impreziosire le pareti laterali dell’ Oratorio della Madonna del Carmine coi dipinti basati sulla storia della Madonna (Natività, Presentazione al Tempio, Visitazione a Santa Elisabetta e Assunzione). Sempre del Picchi sono il Profeta Isaia e il Re David sulla parete d’ingresso e, ai lati della Madonna in Trono con Bambino, l’Annunciazione.

Seicentesco è l’intervento del plastificatore Tommaso Amantini (pure lui originario di Urbania). Egli produsse, secondo i gusti del barocco romano, un piccolo e straordinario altare dove la mensa viene sostenuta da due splendidi putti.

Per concludere, vi lascio con una piccola curiosità. Non tutti sanno che a lavorare all’ Oratorio della Madonna del Carmine di Urbania fu anche un altro grande artista, quel Gianfrancesco Guerrieri proveniente da Fossombrone e che sovente vide il suo stile paragonato a quello del più celebre Caravaggio. Il forsempronese realizzò una teletta, ritraente le anime del Purgatorio, che presentava un’apertura affinché l’occhio del visitatore potesse cadere liberamente sulla Vergine anticamente ritratta da Giuliano da Rimini. Oggi il lavoro del Guerrieri non è più presente nel Sacro edificio.

Uno sguardo d'insieme sull' Oratorio della Madonna del Carmine di Urbania

Uno sguardo d’insieme sull’ Oratorio della Madonna del Carmine di Urbania

Se ti è venuta l’idea di trascorrere un fine settimana alla ricerca di questo e di altri luoghi d’interesse in quel di Urbania, forse sarai felice di sapere che ho messo a tua disposizione una piccola GUIDA ALLA CITTA’.

BIBLIOGRAFIA

  • C. LEONARDI – Guida per le chiese di Urbania e Museo arcidiocesano – Edizioni Fondazione Istituto culturale e sociale arcidiocesano, 2005
  • AA. VV – URBANIA Casteldurante – Centro Studi G. Mazzini, 19994

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