ROCCA DI MONTE CERIGNONE, MUSA DI UMBERTO ECO

E’ luogo antico, Monte Cerignone. Qui le pietre sussurrano allo sguardo ricordi ancestrali e proiettano la mente del forestiero in tempi remoti, a quando la sicurezza era misurata in fegato e metri. Nel tempo, cioè, in cui la differenza tra il vivere e il morire era data da un particolare algoritmo basato sullo spessore delle mura e sul grado di coraggio della popolazione.

Uno degli archi della rocca

Uno degli archi della rocca

La verità è che, al pari di una zanzara di milioni di anni fa intrappolata in una goccia d’ambra, questo paesello nella valle del Conca pare essersi cristallizzato in una bolla di medioevo. E le suggestioni che se ne ricavano sono infinite, suggestioni che Umberto Eco ha saputo tradurre in un’intuizione che sfocia nel capolavoro: è infatti da queste parti che il grande scrittore e semiologo ha trovato l’ispirazione per il suo celebre romanzo Il nome della rosa. Andiamo allora a scoprire il pezzo forte del luogo: la rocca.

La Rocca di Monte Cerignone, ieri e oggi.

Artigliato al suo sperone roccioso alle falde del Monte Faggiola, il fortilizio domina da quasi un millennio il suo storico abitato. Ai giorni nostri, la rocca si dispone su tre livelli e si mostra all’occhio come un compatto edificio quadrangolare avvolto in solide mura scarpate. Ai lati due rampe d’accesso.

Giardino pensile presso la rocca di Monte Cergnone

Giardino pensile presso la rocca di Monte Cerignone

Di tutto interesse il seppur minuto giardino pensile sul quale campeggia il busto bronzeo di Uguccione della Faggiola, capitano di ventura celebre per le sue gesta e per il ricordo che di lui ci ha lasciato Dante Alighieri nella Commedia. E’ proprio Monte Cerignone a contendersi i natali del condottiero con Casteldelci.

Benché i secoli non abbiano sciupato nulla del fascino medioevale che ancora contraddistingue la Rocca di Monte Cerignone, è doveroso ricordare che l’aspetto di questa era in passato reso differente dalla presenza di ben due torri e dall’angusto ballatoio che le metteva in comunicazione. Dello stile gotico in cui era realizzata la struttura, restano a testimoniare gli archi che ancora resistono alle angherie del tempo.

Fatto edificare con tutta probabilità nel XII secolo, fu fortilizio dei Malatesta prima e dei Montefeltro poi. Nella seconda metà del ‘400, per volere di Federico da Montefeltro, l’architetto Francesco di Giorgio Martini mise mano alla struttura, combinando la funzione bellica della stessa a quella di elegante dimora signorile, così come suggerito dai canoni rinascimentali.

La Rocca di Monte Cerignone avvolta nelle sue possenti mura

La Rocca di Monte Cerignone avvolta nelle sue possenti mura

A dimostrazione che Monte Cerignone e la sua rocca furono protagonisti e non semplici comparse della grande storia, è utile segnalare che il borgo fu sede di Tribunale.

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