Serrungarina, piccola guida al borgo e ai suoi dintorni

E’ famosa per la Pera Angelica, Serrungarina (PU). Un po’ meno per la sua storia o per le mille meraviglie che nel borgo, e nei suoi dintorni, si nascondono. E allora posare per la prima volta gli occhi su questo castello antico lascia piacevolmente basiti, fa più o meno lo stesso effetto d’un bacio gradito e inatteso.

Direi quindi di andare a scoprirla, questa bellezza tanto umile quanto sorprendente. E di farlo cominciando dal centro storico.

Si aprono, nel circuito murario di Serrungarina, alcune graziose loggette
Nel circuito murario cittadino sono presenti alcune graziose loggette. Queste dovevano tornare in passato parecchio utili, soprattutto quando i giorni erano al contempo di mercato e di pioggia

Cosa vedere a Serrungarina

Serrungarina si presenta completamente avvolta nelle sue antiche mura in laterizio. E il forestiero, ancor prima di cercare un varco e mettere piede nel castello vero e proprio, farebbe bene a prestare attenzione al circuito murario. Vi troverà infatti incastonate due cose piuttosto curiose: dapprima un vecchio lavatoio e, un pochino più in alto (ma visibili anche dal piano stradale), delle graziose loggette.

Certo, il castello non è enorme, e presto l’occhio del visitatore dovrà per forza cadere dove il laterizio finisce. Qui, dove le mura per un attimo smettono di essere, trovano spazio una grande apertura e la cartolina forse più celebre del luogo: quella che dice la scalinata che conduce fino al cuore dell’abitato, una scalinata che ricorda in maniera davvero marcata quelle archiviate nella memoria di chi si è trovato a VISITARE URBINO.

Imboccare subito questa via significa arrampicarsi fin sulla sommità dell’abitato, nel luogo che un tempo conosceva la presenza di una rocca e che oggi ospita invece la parrocchiale intitolata a Sant’Antonio Abate (parrocchiale che conserva preziosi dipinti del Guerrieri e del Presiutti).

Ed è dal detto luogo di fede – una volta dalla rocca – che il paese prende a distendersi ad anelli concentrici fino a toccare la cinta muraria. Questa forma urbis, dove le case sono addossate le une alle altre, è un qualcosa di tipicamente medievale, un qualcosa pensato per incanalare i nemici nelle sole vie lasciate libere dalle abitazioni e rendere così meno complicato il compito ai difensori.

La scalinata che conduce alla sommità del castello di Serrungarina
Una delle immagini più conosciute di Serrungarina, la scalinata che conduce al cuore del borgo.

Nei dintorni del castello

Visitare Serrungarina significa immergersi in una porzione – piuttosto intatta – di medioevo. Tuttavia, chi è alla ricerca di un passato ancor più remoto, per assecondare il proprio desiderio, non è costretto ad abbandonare il territorio. A costui basterà recarsi nella località di Tavernelle per gustare un frammento di antica Roma: proprio qui, durante i lavori di costruzione della chiesa dedicata a Santa Maria Immacolata (occorsi attorno al 1970), sono infatti emersi dal terreno i resti di alcune strutture.

Di cosa si tratta? Di ciò che rimane di antiche tabernulae romane, attività paragonabili ai moderni punti di ristoro per viaggiatori. In effetti, da queste parti passava una via importantissima e piuttosto trafficata, una via che collegava Roma con Rimini e che era conosciuta come Strada Consolare Flaminia.

Niente male per un territorio che nel complesso conta meno di tremila anime, vero? E ancora nemmeno si è detto di Pozzuolo e di Bargni di Serrungarina, due castelli tanto piccoli quanto graziosi.

Area archeologica a Tavernelle
I resti di alcune costruzioni d’epoca romana rinvenuti in località Tavernelle

Bargni di Serrungarina

Che cos’è Bargni di Serrungarina? E’ un borgo murato che si compone di dieci abitanti, una chiesa, un residence/ristorante e un’osteria. Sì, per girarlo da cima a fondo non servono che venti minuti, per innamorarsene perdutamente ne sono invece sufficienti pressappoco la metà: eh, già, Bargni è una specie di apocalisse al contrario.

Ce ne sarebbero tanti di borghetti simili nella Provincia di Pesaro-Urbino, solo che Bargni di Serrungarina è stato più fortunato di molti suoi colleghi: la presenza di CASA OLIVA (nota struttura ricettiva) ha comportato la totale (o quasi) ristrutturazione del paese. Quello che ne è venuto fuori è uno straordinario castello medievale completamente tirato a lucido.

Le origini del luogo non sono troppo certe: c’è chi dice che l’abitato sia stato fondato attorno all’anno mille e chi lo vorrebbe ancor più anziano, d’epoca romana, addirittura. Quello che invece è sicuro è che non c’è al mondo niente di più romantico che attraversare un tramonto in questo posto incredibile assieme al proprio partner, magari gustandosi un calice di vino o, perché no, assaporando una pietanza con gli occhi fissi all’incantevole panorama.

E se poi rimane qualche attimo, lo si può adoperare per passeggiare su e giù per le strette e caratteristiche vie lastricate a mattoncini. O per visitare la cinquecentesca Chiesa della Santa Trinità. Oppure cercando, tra le altre, le abitazioni più nobili del borgo: Villa Federici (1683) e Villa Serafini (XIX° secolo).

Bargni di Serrungarina e il suo straordinario panorama
Uno scorcio di panorama e di Bargni. Un’accoppiata davvero favolosa.

Castello di Pozzuolo

Bargni ha una gemella. Un gemella che non si è rifatta il lifting e che per questo mostra più evidenti i segni del tempo trascorso: il suo nome è Pozzuolo. Attenzione, però, perché quanto appena detto non vuol significare che questo secondo castello è prossimo al declino, tutt’altro.

Pozzuolo, evidentemente amata, è curatissima dai suoi abitanti: c’è chi la colora delle mille tonalità dei fiori e chi tenta di abbellirla lasciando qua e là piccoli lavori d’artigianato. L’impressione è che la differenza tra Bargni e Pozzuolo stia in un fatto solamente: Bargni si fa bella per il visitatore, Pozzuolo – meno mondana – ha il medesimo fascino naturale della fanciulla di paese che, in gran segreto e senza neppure saperlo, ha rapito tutti i cuori della compagnia d’amici.

Fatta eccezione per il bel campanile della chiesa di San Paterniano (edificio risalente al XVII° secolo), Pozzuolo non ha in effetti grandi gioielli da mostrare. Eppure il borgo è affascinante, e lo è nel suo complesso,  con le mura intrise di storia, le ordinate case e gli orti che raccontano di vita… una vita che testardamente non smette di essere.

Da segnalare, poco fuori l’abitato, anche un ulteriore luogo di fede: è la chiesetta della Madonna della Pertica. Si tratta di una costruzione molto semplice, edificata interamente in laterizio, che ha per unico vezzo un portale a sesto acuto. Dentro questo edificio di culto viene conservata l’immagine della Madonna della Pertica, appunto, immagine molto cara ai locali.

Una veduta sul castello di Pozzuolo di Serrungarina
Pozzuolo: un paese che pare nato da una magia.

Storia di Serrungarina (in breve)

La vita in quel che è oggi il territorio di Serrungarina prese piede molto presto. A riprova di ciò vi sono i rinvenimenti di alcune tombe neolitiche e, nei pressi di Bargni, di una spada in bronzo forgiata con tutta probabilità in età picena.

La zona accrebbe d’importanza nel periodo romano, e lo fece soprattutto grazie alla presenza della Via Flaminia, vero e proprio stimolo ai commerci.

I primi insediamenti stabili, tuttavia, sono quasi certamente nati a seguito della caduta di Roma e al conseguente arrivo dei barbari: fu proprio per difendersi da guerre e pestilenze portate dagli invasori che i locali si rifugiarono sulle alture vicine, originando così – tra gli altri – gli abitati di Bargni, Pozzuolo e Serrungarina.

E su questo ultimo borgo vanno dette due cose: la prima è che allora il suo nome non era Serrungarina, ma Brisighella (cambiò nome successivamente,  forse in onore del notaio Ser Ungaro degli Atti); la seconda, è che l’abitato non sorgeva dove oggi è il castello che conosciamo, bensì presso la località di Borgobello (l’antico paese cadde in rovina nella seconda metà del ‘500, distrutto dai fanesi).

Sia come sia, alcuni documenti attestano che l’odierna Serrungarina era già viva nei primi anni del ‘300, altri che nel 1343 era cosa dei Malatesti.

Nel 1348 Galeotto Malatesta fece erigere una poderosa rocca al centro del paese, pensata affatto sopra le righe se è vero che nei due secoli a seguire l’abitato fu teatro di aspre lotte contro i Montefeltro, gli Sforza (che riuscirono a conquistarlo nel 1445) e finanche contro il Papa. Numerosissimi e brutali i saccheggi che il borgo e la vicina Bargni furono costretti a subire.

Il territorio rimase assoggettato a Fano fino a che, nel 1797, trovò nei francesi i nuovi padroni. Fu poi cosa dello Stato della Chiesa e, infine, dell’Italia.

Serrungarina è stata Comune fino al 2016, dall’anno successivo è divenuta frazione del nuovo Comune sparso di Colli al Metauro.

Il pozzo malatestiano
Al centro del paese, proprio dietro la parrocchiale e l’ex sede comunale, è presente il pozzo malatestiano. Questo tradisce, in antico, la presenza di una rocca.

Bibliografia

  • AA.VV – Percorsi in Provincia – Edizioni l’Alfiere, 2012
  • D. SACCO – La Provincia dei Centoborghi – Metauro, 2016
  • G. TACCHI – Guida ai centri minori della Provincia di Pesaro e Urbino – Puntoacapo

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. ... ha detto:

    Buonasera … ma riguardo Bargni è certo di quello che scrive?… quello che lei intende su casa oliva è completamente storpiato … più del cinquanta per cento di casa oliva è stata costruita su fondamenta mai esistite … il piccolo borgo di Bargni potrà anche essere carino ma non autentico … lo faccia dire a me che sono Di Bargni da sempre …

    • ilfederico ha detto:

      Buongiorno. Credo di non aver scritto nulla di così sopra le righe: Bargni ha un impianto tipicamente medievale (penso che sia vero). E’ grazioso ed è romantico (vero). Ha subito un restauro quasi totale (l’ho scritto ed è vero). Quello che invece NON compare scorrendo il testo è che Bargni è uguale a se stessa dall’anno di fondazione, cosa che per altro si evince facilmente anche dalla presenza di una moderna piscina compresa entro il perimetro della struttura citata ma visibile un po’ da ogniddove.
      Per carità, ognuno la vede come vuole, ma penso che voler bene alla propria terra coincida più con l’essere vicini all’impegno di chi ci sta a fianco che non con il puntare il dito su sviste neanche troppo marcate… sempre che ve ne siano.
      Lei vive in un posto eccezionale, stia felice!
      Un sorriso,
      M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

CONTENUTI ilfederico.com non è una testata giornalistica dal momento che gli aggiornamenti non seguono alcuna cadenza fissa. Pertanto, ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001, non può in alcun modo considerarsi un prodotto editoriale. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti dei singoli articoli. I responsabili di ilfederico.com, secondo il loro insindacabile giudizio, si riservano il diritto di eliminare tutti quegli interventi apportati dagli utenti ritenuti offensivi, razzisti o non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Le informazioni contenute in questo blog potrebbero contenere inesattezze, ancorché commesse senza intenzionalità. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. TRATTAMENTO DATI PERSONALI Ai sensi del Dlgs. 196/2003, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”, il trattamento dei dati personali sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della riservatezza e dei diritti. Ai sensi dell’articolo 13 del predetto Decreto, informiamo che: a) Il trattamento dei dati viene effettuato nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla legge, con le seguenti modalità: strumenti automatizzati, inclusi quelli elettronici e telematici. b) Il conferimento dei dati ha natura facoltativa. c) La mancata disponibilità totale o parziale dei dati può comportare l’impossibilità a perseguire la predetta finalità. d) Soggetti e categorie di soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati e ambito di diffusione dei dati. I dati di cui sopra, nel rispetto delle finalità sopra indicate, verranno comunicati ai soggetti di seguito indicati: soggetti pubblici e privati per gli adempimenti previsti da ogni norma di legge o da disposizioni contrattuali. I dati non sono oggetto di diffusione. In ogni momento potrai esercitare i tuoi diritti nei confronti dei titolari del trattamento, ai sensi dell’articolo 8 D.Lgs. 196/2003. Restano salvi i diritti di cui all’articolo 7 del Dlgs. 196/2003. e) Titolarità del trattamento e richiesta informazioni ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro f) Responsabili del trattamento ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro INFORMATIVA E GESTIONE DEI COOKIES Cosa sono i cookies? I cookies sono files di testo che i siti visitati dall’utente inviano al terminale dello stesso– computer, smartphone e così via – dove vengono archiviati e poi ritrasmessi agli stessi siti in occasione della successiva visita del medesimo utente. Navigando su ilfederico.com, potrai ricevere solo cookies inviati direttamente dal nostro sito. A – Cookies utilizzati dal presente sito web I cookies vengono utilizzati con strumenti elettronici e ogni tipologia ha una sua funzione specifica. I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati (vedi in seguito). In ogni momento, a norma del d. lgs. 196/03, l’utente – potrà ottenere, previa richiesta inviata all’indirizzo email info(chiocciola)ilfederico.com, la conferma dell’esistenza del trattamento dei dati in questione e delle finalità dello stesso, l’indicazione dell’origine dei dati, l’indicazione della logica applicata al trattamento, l’indicazione di tutti gli elementi sopra elencati, nonché: l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge. Su questo sito non vengono utilizzati cookie di profilazione. Per maggiori informazioni sui cookies si veda questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Cookie B – Cookies tecnici I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati. Questi cookies sono volti a mantenere un buon funzionamento della navigazione o ad incrementare le funzionalità o le prestazioni del sito. Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori. C – Puoi gestire le tue preferenze sui cookies anche tramite browser Ogni browser contiene una pagina di gestione dei cookies che potrai modificare come meglio credi.

Chiudi