Casa Raffaello a Urbino, lì dove nacque il Divin Pittore

E’ un’iscrizione latina posta sulla facciata esterna del palazzo a suggerire al visitatore che si trova al cospetto di Casa Raffaello. Parole scolpite per desiderio dell’architetto urbinate Muzio Oddi (che acquistò l’abitazione nel 1635) e che vorrebbero ricordare in eterno il figlio più talentuoso della città: Raffaello Sanzio, appunto.

Parole che a tradurle nell’italiano di oggi suonerebbero più o meno così: “Senza destino di morte, in questa piccola casa nacque l’esimio pittore Raffaello il 6 aprile 1483. Venerane quindi, ospite, il nome e il genio e non meravigliarti: scherza la Divina Provvidenza negli eventi umani, e sovente nelle apparenze più umili nasconde il sublime”.

Urbino, Casa Raffello: il portale

Urbino, Casa Raffello: il portale

A rafforzare, nell’ immaginario collettivo, la percezione che la casa natale di Raffaello Sanzio sia un’abitazione modesta è anche la descrizione che ne fece Papa Clemente XI° (Giovan Francesco Albani da Urbino) a due Monsignori in visita alla città ducale, definendola come “la piccola casa dove nacque il gran Raffaello”.

Ma era davvero così povero il luogo che vide i primi vagiti del Divin Pittore? La risposta è no. Sarà stato forse l’impari confronto con Palazzo Ducale oppure con l’immensità di Raffaello stesso, o più probabilmente il carattere schivo, abituato alla bellezza, tipico degli abitanti le antiche terre feltresche che nel dirne ne hanno rimpicciolito (e di molto) le qualità. Fatto sta che basta un’occhiata anche solo all’esterno per comprendere che ci troviamo dinnanzi all’abitazione di una famiglia agiata.

D’altra parte, l’elegante e sobrio portale in pietra del Furlo affiancato dalle due finestrelle ‘ad orecchioni’ che si apre sulla bella facciata quattrocentesca, l’ingresso alla bottega con il tipico taglio a davanzale e le semplici ma preziose incorniciature delle finestre sono elementi che tutto fanno tranne che raccontare di un edificio insignificante.

Il visitatore, entrando in Casa Raffaello, non potrà fare a meno di notare l’inconsueta disposizione delle stanze. In effetti la struttura di cui stiamo parlando è il risultato dell’accorpamento di più edifici acquistati in epoche diverse, a cominciare da quello effettuato nel 1460 da Sante di Peruzzolo da Colbordolo (nonno di Raffaello). La proprietà dell’edificio passò successivamente nelle mani del buon pittore e ottimo letterato Giovanni Santi e di sua moglie Magia di Battista Ciarla, per poi finire in quelle del di loro figlio: Raffello.

Alla morte del più noto artista del Rinascimento, la casa passò agli eredi. Nel 1635 venne acquistata dal già citato Muzio Oddi, che fu responsabile di alcune migliorie architettoniche. Dal 1873, grazie a una sottoscrizione pubblica e al determinante aiuto economico apportato da Sir John Morris Moore, il prestigioso edificio fu riscattato dell’Accademia Raffaello (fondata in onore del pittore urbinate dal Conte Pompeo Gherardi pochi anni prima), che qui ha trasferito la sede.

Oggi Casa Raffaello è un museo capace di far sognare ogni visitatore: vivere per qualche attimo gli spazi che in maniera indelebile hanno segnato, formato, accolto uno tra gli uomini più grandi della storia (non solo quella dell’arte) è un’emozione che solamente con estrema difficoltà è possibile descrivere. E gli arredi, le sculture, le opere di artisti legati in qualche misura al Divin Pittore non fanno che accrescere il fascino che già di per sé ammanta questo luogo straordinario.

Degni di nota i dipinti di Giovanni Santi, peculiare e davvero curioso il cortile dove ancora si conserva la pietra utilizzata per macinare i colori poi impiegati nella bottega annessa alla casa.

La vera celebrità dell’abitazione è però il tenerissimo affresco raffigurante la Madonna col Bambino dormiente in grembo. A più riprese la critica prese ad attribuire l’opera a Giovanni, che avrebbe affettuosamente conferito alla Vergine i connotati della compagna Magia Ciarla e al Bambino quelli del loro pargoletto. Tuttavia ai giorni nostri ha ritrovato vigore la voce della tradizione, quella voce che vorrebbe dietro a questo lavoro la mano di un giovanissimo Raffaello Sanzio.

Ad ogni modo, anche se la prima ipotesi appare la meno plausibile, la suggestione di un Raffaello bambino ritratto dal padre trova comunque compimento a Cagli, presso la Cappella Tiranni nella Chiesa di San Domenico, dove il volto del nostro è prestato a uno degli angeli che popolano la scena.

Sotto un’immagine (di pubblico dominio) dell’affresco conservato presso Casa Raffaello tratta da wikimedia.org .

Urbino, Casa Raffaello: Madonna col Bambino

Urbino, Casa Raffaello: Madonna col Bambino

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Buona visita!

BIBLIOGAFIA

  • F. FRATERNALI – Urbino Insolita – Ciabocchi Editore, 2007
  • AA.VV – Casa Natale di Raffaello, Urbino – Accademia Raffaello, 1997
  • AA.VV – Urbino. Guida d’Arte – Edizioni L’Alfiere, 2010
  • AA.VV – Urbino. Itinerari turistici: Percorsi e vie – Stibu, 2013

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