Auditore, guida al castello e ai suoi dintorni

Auditore è un piccolo e grazioso castello che ha trovato la maniera di mettersi in mostra. Infatti, posto com’è sull’unico, aspro sperone di roccia ficcato in mezzo a un paesaggio altrimenti fatto di colline assai dolci, viene più che naturale chiedersi che ci fa un paese aggrappato lassù in cima.

Per di più – visto dalla trafficata strada di fondovalle – il ciuffo di case che compone l’abitato sembra vegliato da una struttura monumentale, una torre che parrebbe dominare su tutto, e tutti i forestieri incuriosisce.

Andiamo dunque a scoprire cosa vedere ad Auditore e dintorni.

Torre civica Auditore
La torre civica di Auditore

Cosa vedere ad Auditore

Come detto, la prima cosa che del bel castello di Auditore si fa – fin da lontano – notare è l’imponente quattrocentesca torre civica. Giunti poi nei pressi dell’abitato ecco spuntare antichi e straordinari bastioni a guardia d’una formidabile cortina muraria del tutto integra.

Questo biglietto da visita – talmente maestoso da lasciare di sasso un esercito, figurarsi un turista – non è però una premessa veritiera a ciò che di bello le mura contengono per davvero. Dopo un’accoglienza tanto sontuosa, infatti, lo sguardo si aspetterebbe di posarsi di lì a breve su di un qualche arco di trionfo o sugli ori di una ricchissima cattedrale. E invece no, Auditore non ha nient’altro di vistoso di cui fregiarsi.

Quello che rimane da scoprire in paese è fatto degli stessi sussurri di cui è fatta la poesia. E allora ecco che se non c’è traccia di Notre-Dame de Paris o di una sua qualche nobile parente italica, scopriamo amatissima l’umile chiesa parrocchiale posta appena fuori il nucleo castellano, a pochi metri dall’arco d’accesso all’abitato. In questo luogo di fede viene custodito La Pentecoste, un dipinto eseguito nel 1772 dAl modesto artista Mariano Medici che, se non scalda i cuori dei critici d’arte, sa di certo far battere forte quelli dei fedeli locali, uomini e donne che lo ritengono niente meno che miracoloso.

Il connubio tra la mano di Dio e quella dell’uomo trova un’altra riuscita espressione in Piazza Alighieri dal cui belvedere si può ammirare un panorama di gran misura fuori dall’ordinario.

Da non perdere, presso il popoloso abitato di Casinina è il Museo della Linea Gotica che delle vicende del perimetro difensivo da cui prende il nome conserva archivi, fotografie e reperti in gran quantità. Non distante da quest’ultimo è poi il Santuario di Santa Rita.

L’arco d’accesso al castello e, non lontano, la chiesa del paese.

Una terra di castelli

Non lontano da Auditore vi sono altri due castelli quasi del tutto sconosciuti, ma che gli amanti dei “centri minori” non potranno fare a meno di apprezzare. Il primo è quello di San Giovanni, un borghetto grazioso e, nonostante sia lambito dalla strada, tranquillo. Qui le case sono quasi tutte in arenaria e tirate a nuovo. Fa eccezione un palazzo male in arnese in vetta all’abitato, che tuttavia mantiene forte il suo legame con la storia del luogo.

San Giovanni nacque dopo il 1446, quando cioè l’omonimo castello posizionato su di un poggio poco distante – oggi chiamato Castellaccio – fu trascinato a valle da una rovinosissima frana. Oggi l’antico paese è divenuto terreno agricolo e del suo passato di fortezza non restano che frammenti di mura e di torrioni.

Ancor più suggestivo è il BORGO FANTASMA DI CASTELNUOVO. Stupisce scoprire disabitato e completamente in rovina questo luogo che fu un tempo più popoloso della stessa Auditore: nel 1300 esso contava 25 fuochi (nuclei familiari) contro i 21 di Auditore. E ancora nel 1853 Castelnuovo poteva vantare circa 500 anime.

Il campanile di quella che fu Castelnuovo spunta dal boschetto che oggi assedia i resti del paese.

Storia di Auditore (in breve)

Sono reperti ceramici saltati fuori a seguito di arature profonde a suggerire che furono umbri e piceni i primi abitanti del territorio. Ma si trattava in tutta probabilità di poche e povere famiglie di pastori sparse qua e là.

Molti più abitanti seppe contare la zona di Auditore a partire dal II secolo a.C., a seguito della fondazione della romana Pisaurum (Pesaro) e del conseguente appoderamento sparso che riguardò buona parte della valle del Foglia.

Un vecchio pozzo posto nel bel mezzo del castello di Auditore che ancora oggi torna buono a rifornire d’acqua alcuni abitanti.

Dal medioevo a oggi

Il nostro castello, pur gravitando attorno la potente Rimini, crebbe d’importanza nel medioevo, periodo in cui ancora veniva chiamato Lauditorio. La famiglia che in quegli anni la faceva da padrone prendeva nome dalla località, e allora troviamo agli inizi del Duecento un tal Giovanni de Lauditorio a far da canonico nella curia vescovile riminese e un certo Uguccione de Lauditorio come primo testimone (quindi il testimone più autorevole) a una donazione che i Montefeltro elargirono al Monastero di San Gregorio in Conca.

Nella seconda metà del detto secolo, la forte casata che ad Auditore trovava le sue radici fu costretta a piegarsi e accettare gli “onori” della cittadinanza riminese. Ma facendo buon viso a cattivo gioco molti suoi membri riuscirono ad occupare cariche di tutto rispetto nelle pubbliche cose del comune romagnolo.

Il periodo fortunato per i nobili de Lauditorio terminò nel 1288, quando questi sbagliarono i conti e si allearono con i Parcitadi nella guerra che questi combatterono contro i Malatesta per il governo di Rimini. Fu un disastro che vide Auditore dato alle fiamme e i suoi antichi signori prima rovinati e poi dispersi in dimenticati rivoli della storia.

Il castello risorse senza tuttavia raggiungere mai nuovamente gli antichi fasti. Rimase cosa dei Malatesta fino al 1462, quando – con la battaglia di Senigallia – Federico da Montefeltro tolse al rivale riminese Sigismondo i territori interni del Marecchia, del Conca e del Foglia. Da allora Auditore divenne parte dello Stato urbinate e ne seguì le sorti.

Dal 1° gennaio 2019 Auditore si è fusa con SASSOCORVARO per formare il Comune di Sassocorvaro-Auditore.

Per le vie di Auditore
Per le vie di Auditore

Bibliografia

AA.VV. – Auditore – Comune di Auditore, 1989

SACCO D. – Sotto gli occhi del duca – Metauro Edizioni, 2006.

Ha un ché di poetico questo portone ubicato appena fuori le mura castellane.

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