Marianna, il pozzo e la Fonte Grande di Mondolfo

La Fonte Grande di Mondolfo, detta anche Fonte Maggiore, potrebbe di primo acchito sembrare nulla più che un luogo ameno, uno dei tanti nei paraggi. Ma basta sfogliare poche pagine di una qualche guida a carattere locale per realizzare l’idea che i nostri occhi stanno mettendo a fuoco qualcosa di non comune. Si tratta, in effetti, di un posticino che la storia e la leggenda hanno ammantato di un fascino più che notevole.

La Fonte Grande di Mondolfo, anche detta ‘Fonte Maggiore’

La Fonte Grande di Mondolfo e il suo passato

Documenti attestano l’utilizzo di questa sorgente naturale da parte degli abitanti del CASTELLO DI MONDOLFO già nel 1526, quando il Comune fa erigere l’attiguo lavatoio. Altre fonti scritte portano le date del 1776 e del 1885. La prima racconta di un intervento di miglioria e ammodernamento da eseguire secondo le direttive del perito Francesco Polinori, l’altra riguarda la realizzazione di una copertura.

Ma i documenti scritti non sono i soli a saper dire la storia di un luogo. Nei pressi della Fonte Grande di Mondolfo sono infatti venuti alla luce reperti assolutamente interessanti, oggi in buona parte conservati nel Museo Civico della cittadina. E di queste straordinarie testimonianze emerse dal sottosuolo, risalenti all’Età del rame, la più clamorosa riguarda una tomba contenente uno scheletro rannicchiato.

È proprio questa antichissima sepoltura che ricorda a noi contemporanei il senso dell’acqua per gli uomini primitivi, che ci parla di un bisogno che non si esauriva con la sola sopravvivenza del corpo, di una necessità ancestrale legata all’energia e allo spirito. Non suona affatto strana allora l’ipotesi che quella che oggi conosciamo come Fonte Grande di Mondolfo potesse rappresentare un luogo di culto per una piccola comunità protostorica adorante gli elementi naturali.

I rinvenimenti dicono anche che la Fonte Grande di Mondolfo ha conosciuto un utilizzo costante da parte delle genti che per secoli si sono alternate nei dintorni, dal 3000 a.C. fino all’avvento del nuovo acquedotto. Proprio quando la modernità stava per relegare nel dimenticatoio la nostra sorgente, tuttavia, eccola tornare di gran carriera in soccorso degli abitanti del castello, uomini e donne alle prese con la guerra e con l’interruzione dell’erogazione dal pubblico acquedotto.

Ancora oggi – grazie all’impegno del Comune, di Archeoclub e del locale Istituto E. Fermi –  la fonte è visitabile e fruibile da tutti.

Marianna e il pozzo

La Fonte Grande di Mondolfo, raggiungibile dal castello per mezzo d’una scorciatoia detta Cupetta, ha certamente un ché di romantico. Ma si tratta di un romanticismo un poco velato da un’ombra di tristezza.

Sono in pochi i locali a non aver mai udito narrare la storia di Marianna. È un racconto di fantasia secondo alcuni, di quelli che tornavano buoni per spaventare i bambini durante le veglie. Secondo altri, una storia tragica che affonda le radici in un fatto vecchio di secoli e che vorrebbe la giovane suicida per amore. Va da sé che con punti di partenza così differenti, la leggenda non può che vantare versioni in serie. E, a proposito di versioni, quella più nota, che forse più affascina e che si riporta di seguito è quella che ne dà Alessandro Berluti.

Si dice che Marianna avesse perso la testa per un suo coetaneo, ma che questi non la considerasse affatto. La ragazza, determinata a far breccia nel cuore di colui che tanto amava, decise di avvalersi dell’aiuto di alcune streghe che sapeva esser solite ritrovarsi presso la fonte.

Le megere accettarono di assecondare i piani di Marianna, ma pretesero in cambio un sacchetto di monete che – secondo i patti – avrebbero dovuto ottenere non più tardi del terzo giorno di fidanzamento.

Il fidanzamento andò a buon fine, Marianna però non mantenne fede alla parola data. Con questa colpa la giovane venne accusata dal concilio di streghe, per poi venire segregata nel fondo del pozzo che ancora chi percorre il sentiero che collega il castello alla sorgente può vedere.

BIBLIOGRAFIA

  • BERLUTI ALESSANDRO – Opuscolo Fonte Grande di Mondolfo
  • BERLUTI ALESSANDRO – Mondolfo in tasca – Ciabocchi Editore, 2014
  • SACCO DANIELE – I borghi di terracotta – Metauro, 2006

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