Madonna del gatto: un dipinto urbinate alla National Gallery

La Madonna del Gatto, oggi conservata presso la National Gallery di Londra, è certamente una delle opere d’arte religiosa più toccanti e meglio riuscite del XVI secolo. E non potrebbe essere altrimenti visto che il suo creatore, il talentuoso pittore urbinate Federico Barocci, considerato da molti l’ultimo manierista e da qualcuno precursore del barocco, aveva aderito anima e corpo ai canoni della Controriforma, dettami che volevano che i membri della Sacra Famiglia fossero rappresentati come persone semplici e non come inarrivabili divinità.

Proprio per la necessità di avvicinare i personaggi dei testi sacri al sentire della gente comune, questi vengono ritratti nella Madonna del gatto in una camera simile a quelle che potevano trovarsi nella Urbino contemporanea all’artista. Anche la scena è assolutamente informale, domestica. I volti poi sono molto lontani da quelli austeri e solenni a cui ci aveva abituato la pittura religiosa di qualche tempo prima, appaiono anzi gioiosi, quasi sul punto di liberarsi in una risata. Davvero gustoso e genuino è il sorriso di san Giuseppe, reso dal pittore con fare bonario e un po’ in là con gli anni, quasi a voler ribadire la verginità di Maria.

Nell'immagine, una riproduzione fotografica della Madonna del Gatto di Federico Barocci.
Federico Barocci, Madonna del Gatto, 1575 ca, olio su tela, 112.7 x 92.7 – Londra, The National Gallery.
Immagine tratta da WikimediaCommons, dove è stata inserita come di Pubblico Dominio da Elsbeere.

E proprio Maria tiene in braccio i bambini, Gesù e suo cugino Giovanni Battista, così presi dall’ordire un’innocente marachella che il primo addirittura si disinteressa del seno che lo nutre. Cosa accade? Accade che san Giovannino, per mezzo del cardellino che ha in mano, attacca a stuzzicare il micio che sta davanti a lui. La bestiola, indicata dalla Madonna che non si tira fuori dal gioco, se ne sta seduta sulle zampe posteriori, indecisa se spiccare o meno il balzo.

Non ci si lasci però ingannare dalla leggerezza del soggetto, dalle facce vispe e dagli incarnati rosei e colmi di vita: la tragedia è a un passo dal compiersi e il fatto che la sventura si stia per abbattere su persone così vicine e simili a noi non fa che renderla ancor più straziante.

Il cardellino viene infatti accostato sin dai tempi del paganesimo all’anima dei defunti che vola via abbandonando il corpo morto, e tale significato non ha smesso di essere nemmeno dopo l’avvento del cristianesimo. Anzi, col tempo il cardellino, per via della macchia rossa che ha sul musetto e che rimanda al sangue di Cristo, è divenuto simbolo per eccellenza della Passione assieme alla Croce, quella croce che nel dipinto è fatta di canna e che giace, dimenticata dal piccolo san Giovanni Battista, contro una parete.

Alcuni studiosi credono che la scelta di accostare il gatto alla croce rappresenti un giocoso rimando allo stemma della nobile famiglia piobbichese di Antonio Brancaleoni – committente dell’opera – che si compone di un leone rampante sotto la croce. Lo stesso Antonio, oltre alla Madonna del Gatto, commissionò al Barocci anche una delle versioni del Riposo durante la fuga in Egitto, la quale è oggi visibile presso la Chiesa di Santo Stefano a Piobbico.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

CONTENUTI ilfederico.com non è una testata giornalistica dal momento che gli aggiornamenti non seguono alcuna cadenza fissa. Pertanto, ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001, non può in alcun modo considerarsi un prodotto editoriale. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti dei singoli articoli. I responsabili di ilfederico.com, secondo il loro insindacabile giudizio, si riservano il diritto di eliminare tutti quegli interventi apportati dagli utenti ritenuti offensivi, razzisti o non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy. Le informazioni contenute in questo blog potrebbero contenere inesattezze, ancorché commesse senza intenzionalità. Gli autori del sito non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. TRATTAMENTO DATI PERSONALI Ai sensi del Dlgs. 196/2003, recante “Codice in materia di protezione dei dati personali”, il trattamento dei dati personali sarà improntato ai principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della riservatezza e dei diritti. Ai sensi dell’articolo 13 del predetto Decreto, informiamo che: a) Il trattamento dei dati viene effettuato nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla legge, con le seguenti modalità: strumenti automatizzati, inclusi quelli elettronici e telematici. b) Il conferimento dei dati ha natura facoltativa. c) La mancata disponibilità totale o parziale dei dati può comportare l’impossibilità a perseguire la predetta finalità. d) Soggetti e categorie di soggetti ai quali i dati potranno essere comunicati e ambito di diffusione dei dati. I dati di cui sopra, nel rispetto delle finalità sopra indicate, verranno comunicati ai soggetti di seguito indicati: soggetti pubblici e privati per gli adempimenti previsti da ogni norma di legge o da disposizioni contrattuali. I dati non sono oggetto di diffusione. In ogni momento potrai esercitare i tuoi diritti nei confronti dei titolari del trattamento, ai sensi dell’articolo 8 D.Lgs. 196/2003. Restano salvi i diritti di cui all’articolo 7 del Dlgs. 196/2003. e) Titolarità del trattamento e richiesta informazioni ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro f) Responsabili del trattamento ◾I Titolari del trattamento sono Gaetano Tripolone – Via Calzoppo 22/a 61026 Piandimeleto PU tel 0722 710007 – e Marco Toccacieli – Viale Trento 269, 61121 Pesaro INFORMATIVA E GESTIONE DEI COOKIES Cosa sono i cookies? I cookies sono files di testo che i siti visitati dall’utente inviano al terminale dello stesso– computer, smartphone e così via – dove vengono archiviati e poi ritrasmessi agli stessi siti in occasione della successiva visita del medesimo utente. Navigando su ilfederico.com, potrai ricevere solo cookies inviati direttamente dal nostro sito. A – Cookies utilizzati dal presente sito web I cookies vengono utilizzati con strumenti elettronici e ogni tipologia ha una sua funzione specifica. I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati (vedi in seguito). In ogni momento, a norma del d. lgs. 196/03, l’utente – potrà ottenere, previa richiesta inviata all’indirizzo email info(chiocciola)ilfederico.com, la conferma dell’esistenza del trattamento dei dati in questione e delle finalità dello stesso, l’indicazione dell’origine dei dati, l’indicazione della logica applicata al trattamento, l’indicazione di tutti gli elementi sopra elencati, nonché: l’aggiornamento, la rettifica, l’integrazione dei dati; la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione della legge. Su questo sito non vengono utilizzati cookie di profilazione. Per maggiori informazioni sui cookies si veda questa pagina: https://it.wikipedia.org/wiki/Cookie B – Cookies tecnici I cookies tecnici vengono utilizzati senza necessità di consenso da parte dell’utente, ma possono essere disabilitati. Questi cookies sono volti a mantenere un buon funzionamento della navigazione o ad incrementare le funzionalità o le prestazioni del sito. Essi non vengono utilizzati per scopi ulteriori. C – Puoi gestire le tue preferenze sui cookies anche tramite browser Ogni browser contiene una pagina di gestione dei cookies che potrai modificare come meglio credi.

Chiudi